Approvati e resi effettivi contributi per un totale di 13 mila euro, a favore di persone che hanno perso l'occupazione a causa della cessazione di un contratto a termine o del fallimento dell'azienda in cui lavoravano

Mauro COLOMBO
Redazione

A poco più di tre mesi da quando il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella Messa di mezzanotte del Natale 2008, ne ha annunciato ufficialmente il varo, il progetto del Fondo Famiglia-Lavoro, istituito per far fronte alle difficoltà che la crisi economica farà sorgere nel mondo produttivo e nei nuclei familiari della comunità diocesana – e sul quale la Chiesa ambrosiana è attivamente impegnata anche sotto il profilo educativo – ha raccolto a oggi la cifra complessiva di 3.538.438,59 euro.

Dopo il milione di euro inizialmente stanziato dall’Arcivescovo e quello messo a disposizione dalla Fondazione Cariplo, ammonta quindi a più di un milione e mezzo di euro l’importo raccolto dalla donazione di privati, parrocchie, decanati, ordini religiosi e alcune imprese.
Sono circa un migliaio i contatti d’interesse per accedere al Fondo registrati sinora nei 31 decanati (pari al 43% dei complessivi 74), che a oggi hanno comunicato l’istituzione di 47 Distretti, incaricati, attraverso il lavoro di 402 operatori volontari appositamente formati, di provvedere a incontrare le famiglie che presenteranno le loro necessità.

Il percorso del Fondo è giunto ora alla fase operativa, quella cioè dell’effettiva elargizione dei contributi. Oggi sono stati approvati e resi effettivi sei interventi di aiuto. Sono solo le prime richieste ritenute conformi, provenienti dai primi Distretti che si sono attivati: Tradate, Cologno Monzese e Desio. Sono state presentate da persone disoccupate o che hanno perso il lavoro a causa della cessazione di un contratto a termine o del fallimento dell’azienda in cui erano impiegate. Riceveranno contributi oscillanti, a seconda dei casi, da 1500 a 3000 mila euro, per un totale di 13 mila euro erogati.

Le richieste pervenute sono numerose e in corso di valutazione: entro fine aprile è prevista l’assegnazione di un numero maggiore di contributi.

Ecco nel dettaglio i primi sei interventi:

Sospesa dal lavoro a zero ore da gennaio 2009 e licenziata successivamente.
Carico debitorio di affitto e utenze
(euro 2.000)

Ingegnere con famiglia (3 minori). Non riconfermato a inizio gennaio per scadenza del contratto a tempo determinato. Carico debitorio di affitto e utenze
(euro 3.000)

Disoccupato da fine gennaio 2009. Casa di proprietà all’asta (due anni di mutuo arretrato). Sfratto esecutivo a giugno 2009. Coniugato, con due� minori.
Debiti per utenze. Attesa intervento Servizi Sociali
(euro 3.000)

Disoccupato da dicembre 2008. Coniugato, con un minore. Fatta richiesta sussidio. Casa di proprietà. Carico debitorio di affitto e utenze
(euro 1.500)

Artigiano autonomo disoccupato di breve periodo. Coniugato, con un minore. Fallimento impresa nel dicembre 2008. Casa in affitto. Privo di reddito
(euro 2.000)

Disoccupata da marzo 2009 per cessione appalto. Convivente disoccupato. Totale assenza di reddito. Casa comunale in affitto. Carico debitorio per utenze.
In attesa di nuova collocazione lavorativa. Già in carico a Caritas e Servizi Sociali
(euro 1.500)

A poco più di tre mesi da quando il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella Messa di mezzanotte del Natale 2008, ne ha annunciato ufficialmente il varo, il progetto del Fondo Famiglia-Lavoro, istituito per far fronte alle difficoltà che la crisi economica farà sorgere nel mondo produttivo e nei nuclei familiari della comunità diocesana – e sul quale la Chiesa ambrosiana è attivamente impegnata anche sotto il profilo educativo – ha raccolto a oggi la cifra complessiva di 3.538.438,59 euro.Dopo il milione di euro inizialmente stanziato dall’Arcivescovo e quello messo a disposizione dalla Fondazione Cariplo, ammonta quindi a più di un milione e mezzo di euro l’importo raccolto dalla donazione di privati, parrocchie, decanati, ordini religiosi e alcune imprese.Sono circa un migliaio i contatti d’interesse per accedere al Fondo registrati sinora nei 31 decanati (pari al 43% dei complessivi 74), che a oggi hanno comunicato l’istituzione di 47 Distretti, incaricati, attraverso il lavoro di 402 operatori volontari appositamente formati, di provvedere a incontrare le famiglie che presenteranno le loro necessità.Il percorso del Fondo è giunto ora alla fase operativa, quella cioè dell’effettiva elargizione dei contributi. Oggi sono stati approvati e resi effettivi sei interventi di aiuto. Sono solo le prime richieste ritenute conformi, provenienti dai primi Distretti che si sono attivati: Tradate, Cologno Monzese e Desio. Sono state presentate da persone disoccupate o che hanno perso il lavoro a causa della cessazione di un contratto a termine o del fallimento dell’azienda in cui erano impiegate. Riceveranno contributi oscillanti, a seconda dei casi, da 1500 a 3000 mila euro, per un totale di 13 mila euro erogati.Le richieste pervenute sono numerose e in corso di valutazione: entro fine aprile è prevista l’assegnazione di un numero maggiore di contributi. Ecco nel dettaglio i primi sei interventi:Sospesa dal lavoro a zero ore da gennaio 2009 e licenziata successivamente. Carico debitorio di affitto e utenze(euro 2.000)Ingegnere con famiglia (3 minori). Non riconfermato a inizio gennaio per scadenza del contratto a tempo determinato. Carico debitorio di affitto e utenze(euro 3.000)Disoccupato da fine gennaio 2009. Casa di proprietà all’asta (due anni di mutuo arretrato). Sfratto esecutivo a giugno 2009. Coniugato, con due� minori. Debiti per utenze. Attesa intervento Servizi Sociali(euro 3.000)Disoccupato da dicembre 2008. Coniugato, con un minore. Fatta richiesta sussidio. Casa di proprietà. Carico debitorio di affitto e utenze(euro 1.500)Artigiano autonomo disoccupato di breve periodo. Coniugato, con un minore. Fallimento impresa nel dicembre 2008. Casa in affitto. Privo di reddito (euro 2.000)Disoccupata da marzo 2009 per cessione appalto. Convivente disoccupato. Totale assenza di reddito. Casa comunale in affitto. Carico debitorio per utenze. In attesa di nuova collocazione lavorativa. Già in carico a Caritas e Servizi Sociali(euro 1.500)

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