Due incontri con Paola Bignardi organizzati dall'Ac e dal Decanato in preparazione alla visita pastorale del cardinale Tettamanzi� in programma�nel prossimo�ottobre -

Marco MAGNI
Redazione

«Cambiamo stile in parrocchia: la sera proponiamo argomenti che davvero ci coinvolgano, tocchino la nostra vita. tanto da farci uscire dopo una giornata di lavoro». È una delle provocazioni uscite nelle due serate su “Laici nella società e nella Chiesa di Lecco. Quale profilo di laico oggi?”, organizzate dall’Azione Cattolica e dal decanato di Lecco in preparazione alla visita pastorale del cardinale Tettamanzi in programma in ottobre.
A guidare gli incontri al Collegio Volta il 21 aprile e il 5 maggio è giunta Paola Bignardi, già presidente nazionale di Azione Cattolica fino al 2005 e coraggiosa promotrice dell’aggiornamento dello storico statuto del dopo-Concilio. Nella prima serata sono stati lanciati alcuni spunti. Il secondo appuntamento è stato invece un fuoco di fila di domande e approfondimenti che ha coinvolto un centinaio di persone.
Una formazione in parrocchia più legata alla vita concreta, Consigli pastorali con ordini del giorno meno organizzativi, ma più di riflessione, laici più coraggiosi nell’intervenire su alcune tematiche dell’oggi, sacerdoti e laici in stretta collaborazione, in una Chiesa unitaria e non in perenne confronto o distinzione. «Oggi un contributo dei cattolici alla vita del Paese – ha detto tra l’altro Paola Bignardi – deve andare nella direzione di eliminare le banalità, le ovvietà da cui siamo bombardati e puntare a una formazione e a una spiritualità forte». Requisito fondamentale è quello che la Chiesa attualizzi sempre più lo spirito del Concilio: amare questo mondo, non come scelta acritica, ma come anelito spirituale, come Cristo che ha abbracciato dalla Croce l’intera umanità.
Agli incontri hanno alternativamente assicurato la loro presenza,sia il prevosto di Lecco monsignor Franco Cecchin, che ha ringraziato l’Ac invitando le parrocchie a valorizzarla, e il vicario episcopale monsignor Bruno Molinari. «Non riteniamo il laico – ha detto quest’ultimo – solo chi si impegna nella pastorale, rischiando quindi di confonderlo con il sacerdote; rilanciamo figure laicali cristiane presenti nel sociale». «Cambiamo stile in parrocchia: la sera proponiamo argomenti che davvero ci coinvolgano, tocchino la nostra vita. tanto da farci uscire dopo una giornata di lavoro». È una delle provocazioni uscite nelle due serate su “Laici nella società e nella Chiesa di Lecco. Quale profilo di laico oggi?”, organizzate dall’Azione Cattolica e dal decanato di Lecco in preparazione alla visita pastorale del cardinale Tettamanzi in programma in ottobre.A guidare gli incontri al Collegio Volta il 21 aprile e il 5 maggio è giunta Paola Bignardi, già presidente nazionale di Azione Cattolica fino al 2005 e coraggiosa promotrice dell’aggiornamento dello storico statuto del dopo-Concilio. Nella prima serata sono stati lanciati alcuni spunti. Il secondo appuntamento è stato invece un fuoco di fila di domande e approfondimenti che ha coinvolto un centinaio di persone.Una formazione in parrocchia più legata alla vita concreta, Consigli pastorali con ordini del giorno meno organizzativi, ma più di riflessione, laici più coraggiosi nell’intervenire su alcune tematiche dell’oggi, sacerdoti e laici in stretta collaborazione, in una Chiesa unitaria e non in perenne confronto o distinzione. «Oggi un contributo dei cattolici alla vita del Paese – ha detto tra l’altro Paola Bignardi – deve andare nella direzione di eliminare le banalità, le ovvietà da cui siamo bombardati e puntare a una formazione e a una spiritualità forte». Requisito fondamentale è quello che la Chiesa attualizzi sempre più lo spirito del Concilio: amare questo mondo, non come scelta acritica, ma come anelito spirituale, come Cristo che ha abbracciato dalla Croce l’intera umanità.Agli incontri hanno alternativamente assicurato la loro presenza,sia il prevosto di Lecco monsignor Franco Cecchin, che ha ringraziato l’Ac invitando le parrocchie a valorizzarla, e il vicario episcopale monsignor Bruno Molinari. «Non riteniamo il laico – ha detto quest’ultimo – solo chi si impegna nella pastorale, rischiando quindi di confonderlo con il sacerdote; rilanciamo figure laicali cristiane presenti nel sociale».

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