Al Centro San Fedele di Milano il primo incontro è in programma il 7 ottobre con Gad Lerner, che anticipa il suo intervento: «La strada è una sola: parlarsi l'un l'altro»

di Annamaria BRACCINI
Redazione

Una società complessa nella quale vivono, ma più spesso pare che convivano semplicemente accostati, mondi e culture differenti, tradizioni e religioni diverse. E, allora dialogare, confrontarsi, individuare spazi dove incontrarsi anche nella quotidianità, diventa, oltre che doveroso, necessario. E così la Cattedra del Dialogo 2009 – che torna, anche quest’anno, nei quattro appuntamenti promossi dal Servizio per l’Ecumenismo e Dialogo della Diocesi, presso l’Auditorium del Centro culturale San Fedele – è un’occasione rilevante per riflettere con passione e attenzione ai fenomeni che attraversano la nostra società. Nella consapevolezza che questa ricerca, che si potrebbe definire «della verità nell’incontro tra differenze», è comunque un’avventura tra le più avvincenti dello spirito umano. Infatti il reciproco scambio tra “cercatori” di senso appare, ora più che mai, via obbligata per promuovere una pacifica convivenza umana. Quella che, pur tra evidenti difficoltà, tutti coloro che operano un discernimento, guardando negli occhi, per così dire, la realtà, non si stancano di proporre e indicare.
In questa ottica, fatta propria dalla Cattedra, saranno, dunque, «preziose l’esperienza e la riflessione sul dialogo di chi lo pratica professionalmente o ne ragiona sui fondamenti, di chi lo ricerca con passione e se ne fa testimone per la missione cristiana, di chi ne proietta le intuizioni nella speranza di un migliore futuro per la società e per la Chiesa». Perché, come diceva il Mahatma Gandhi «se uno afferra il nocciolo della propria fede, ha afferrato anche il nocciolo delle altre», non perdendo mai la propria identità. «Hanno paura di dialogare coloro che hanno un’idea “nevrotica” della loro tradizione, “chiusa” in una sorta di età dell’oro», sottolinea, a tale proposito, Gad Lerner che, con il filosofo della religione Ugo Perone, animerà la prima serata al Centro San Fedele, spiegando le motivazioni del suo intervento.
«La ragione è che vivo a Milano – continua -, in una città che promuove l’Expo 2015, ma che si interroga ancora, con lacerazione, sulla opportunità che alcune decine di migliaia di cittadini di fede islamica possano avere un luogo di incontro. Mi basta questo dubbio, questo confronto contrastato, per rendermi conto che non si può dare nulla di scontato, neppure il mondo nel quale viviamo da decenni, ma al quale fatichiamo ad abituarci. Non voglio dare giudizi severi su chi fa “fatica” di fronte alla necessità di creare un equilibrio armonioso nella società, tra credi e fedi diverse. Quella fatica va rispettata e compresa, ma occorre superarla. E la strada passa solo dal parlarsi l’un l’altro».
E tornano alla mente, allora, le profetiche parole – forse ancora troppo disattese – di Paolo VI, che con un’apparente semplicità segnata, per chi sapeva leggere tra le righe, da una forza dirompente, diceva: «La Chiesa si fa parola, messaggio, colloquio». Una società complessa nella quale vivono, ma più spesso pare che convivano semplicemente accostati, mondi e culture differenti, tradizioni e religioni diverse. E, allora dialogare, confrontarsi, individuare spazi dove incontrarsi anche nella quotidianità, diventa, oltre che doveroso, necessario. E così la Cattedra del Dialogo 2009 – che torna, anche quest’anno, nei quattro appuntamenti promossi dal Servizio per l’Ecumenismo e Dialogo della Diocesi, presso l’Auditorium del Centro culturale San Fedele – è un’occasione rilevante per riflettere con passione e attenzione ai fenomeni che attraversano la nostra società. Nella consapevolezza che questa ricerca, che si potrebbe definire «della verità nell’incontro tra differenze», è comunque un’avventura tra le più avvincenti dello spirito umano. Infatti il reciproco scambio tra “cercatori” di senso appare, ora più che mai, via obbligata per promuovere una pacifica convivenza umana. Quella che, pur tra evidenti difficoltà, tutti coloro che operano un discernimento, guardando negli occhi, per così dire, la realtà, non si stancano di proporre e indicare.In questa ottica, fatta propria dalla Cattedra, saranno, dunque, «preziose l’esperienza e la riflessione sul dialogo di chi lo pratica professionalmente o ne ragiona sui fondamenti, di chi lo ricerca con passione e se ne fa testimone per la missione cristiana, di chi ne proietta le intuizioni nella speranza di un migliore futuro per la società e per la Chiesa». Perché, come diceva il Mahatma Gandhi «se uno afferra il nocciolo della propria fede, ha afferrato anche il nocciolo delle altre», non perdendo mai la propria identità. «Hanno paura di dialogare coloro che hanno un’idea “nevrotica” della loro tradizione, “chiusa” in una sorta di età dell’oro», sottolinea, a tale proposito, Gad Lerner che, con il filosofo della religione Ugo Perone, animerà la prima serata al Centro San Fedele, spiegando le motivazioni del suo intervento.«La ragione è che vivo a Milano – continua -, in una città che promuove l’Expo 2015, ma che si interroga ancora, con lacerazione, sulla opportunità che alcune decine di migliaia di cittadini di fede islamica possano avere un luogo di incontro. Mi basta questo dubbio, questo confronto contrastato, per rendermi conto che non si può dare nulla di scontato, neppure il mondo nel quale viviamo da decenni, ma al quale fatichiamo ad abituarci. Non voglio dare giudizi severi su chi fa “fatica” di fronte alla necessità di creare un equilibrio armonioso nella società, tra credi e fedi diverse. Quella fatica va rispettata e compresa, ma occorre superarla. E la strada passa solo dal parlarsi l’un l’altro».E tornano alla mente, allora, le profetiche parole – forse ancora troppo disattese – di Paolo VI, che con un’apparente semplicità segnata, per chi sapeva leggere tra le righe, da una forza dirompente, diceva: «La Chiesa si fa parola, messaggio, colloquio». Il 21 ottobre interverrà il Cardinale – La Cattedra del Dialogo è promossa dal Servizio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi, in collaborazione con Centro culturale protestante, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione culturale San Fedele, Jesus, Telenova. Il tema generale è “Dialogo: perché?” e gli incontri si terranno al mercoledì, alle 20.45, presso il Centro culturale San Fedele a Milano (via Hoepli 3/b). Il primo appuntamento è il 7 ottobre con Gad Lerner, giornalista, e Ugo Perone, Ordinario di filosofia della religione a Torino. All’incontro successivo, il 21 ottobre, parteciperà il cardinale Dionigi Tettamanzi, che dialogherà con Gabriella Caramore, sociologa di Roma. L’11 novembre interverranno Mario Tronti, presidente Centro Studi Riforma dello Stato, e Ghislain Lafont, teologo e monaco francese. Condurrà gli incontri Maria Cristina Bartolomei, docente di filosofia morale. Per informazioni: tel. 02.8556355. –

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