Il Papa, nell'Angelus di oggi, ha anche voluto ricordare gli altri contingenti internazionali che di recente hanno avuto vittime


Redazione Diocesi

Colpito dalla morte dei sei parà italiani a Kabul, Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio a tutti «i contingenti internazionali che hanno avuto vittime e che operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, cosi’ necessarie alla coesistenza umana».

«La notizia del gravissimo attentato in Afghanistan ad alcuni militari italiani mi ha provocato profondo dolore", ha confidato il Papa all’Angelus di oggi unendosi «con la preghiera alla sofferenza dei familiari e delle comunita’ civili e militari e, al tempo stesso, penso con eguali sentimenti di partecipazione agli altri contingenti internazionali, che anche di recente hanno avuto vittime».

«A tutti – ha continuato il Pontefice affacciato dal balcone sul cortile gremito della residenza estiva di Castelgandolfo – assicuro il mio ricordo davanti al Signore, con un particolare pensiero all e care popolazioni civili, e per tutti invito ad elevare a Dio la nostra preghiera».

«Desidero – ha poi concluso – anche rinnovare il mio incoraggiamento alla promozione della solidarieta’ tra le Nazioni per contrastare la logica della violenza e della morte, favorire la giustizia, la riconciliazione, la pace e sostenere lo sviluppo dei popoli partendo dall’amore e dalla comprensione reciproca, come ho scritto recentemente nella mia Enciclica Caritas in veritate». Colpito dalla morte dei sei parà italiani a Kabul, Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio a tutti «i contingenti internazionali che hanno avuto vittime e che operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, cosi’ necessarie alla coesistenza umana». «La notizia del gravissimo attentato in Afghanistan ad alcuni militari italiani mi ha provocato profondo dolore", ha confidato il Papa all’Angelus di oggi unendosi «con la preghiera alla sofferenza dei familiari e delle comunita’ civili e militari e, al tempo stesso, penso con eguali sentimenti di partecipazione agli altri contingenti internazionali, che anche di recente hanno avuto vittime». «A tutti – ha continuato il Pontefice affacciato dal balcone sul cortile gremito della residenza estiva di Castelgandolfo – assicuro il mio ricordo davanti al Signore, con un particolare pensiero all e care popolazioni civili, e per tutti invito ad elevare a Dio la nostra preghiera». «Desidero – ha poi concluso – anche rinnovare il mio incoraggiamento alla promozione della solidarieta’ tra le Nazioni per contrastare la logica della violenza e della morte, favorire la giustizia, la riconciliazione, la pace e sostenere lo sviluppo dei popoli partendo dall’amore e dalla comprensione reciproca, come ho scritto recentemente nella mia Enciclica Caritas in veritate». –

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