Il 20 dicembre dalle 16 l'evento itinerante con arrivo nella chiesa di San Giorgio. Previste diverse scene teatrali nelle vie

di Luisa BOVE
Redazione

Da qualche anno don William Abbruzzese desiderava coinvolgere adulti e i bambini in quella che lui definisce una «avventura». Il 20 dicembre infatti Molteno avrà di nuovo il suo presepe vivente grazie alla buona volontà di due educatori, una giovane coppia «che si è presa a cuore l’iniziativa». Per vari motivi e impegni dell’oratorio l’idea era rimasta nel cassetto, ma ora finalmente il sogno si avvera. Betta e Luca sono al lavoro e hanno già coinvolto un buon numero di persone.
Pochi giorni prima di Natale, nel piccolo comune della Brianza, andrà quindi in scena un presepe vivente itinerante con partenza alle 16 e arrivo nella chiesa parrocchiale di San Giorgio. Tutti coloro che lo desiderano potranno seguire il corteo e assistere alla drammatizzazione: sono previste infatti diverse scene teatrali con scenografie realizzate dagli adulti e la recita affidata ai bambini, che proveranno per un mese aiutati dagli educatori. Sono previste diverse tappe lungo il percorso, spiega don William, «fino ad arrivare in chiesa per l’ultima scena, quella della nascita di Gesù con la preghiera finale, e dove ci scambieremo gli auguri di Natale».
«Il viale che conduce in parrocchia – continua il sacerdote – sarà addobbato dagli abitanti della zona che per l’occasione sono stati coinvolti». Lungo la strada infatti dovranno ricostruire alcuni elementi tipici del presepe a cominciare dalla stalla. «Sarà un modo bello per vivere il Natale. In questa fase di evangelizzazione ci sembrava importante ridire anche in modo visivo, ciò che il Natale rappresenta per i cristiani». Per questo non hanno voluto «rimanere chiusi» nei loro ambienti, ma hanno preferito come palcoscenico la piazza e le strade. «In questo modo anche altri, passando per le vie, potranno partecipare a questa esperienza che diventa una forma di annuncio. Tengo molto a questo messaggio, perché è ciò che dico da quando mi hanno mandato a Molteno nel 2005», assicura don William. È l’occasione per «recuperare il vissuto cristiano anche con segni forti, attraverso la drammatizzazione, il cammino itinerante in mezzo al paese e non in oratorio».
«Il mio ringraziamento va innanzitutto a Betta e Luca che se ne stanno occupando con entusiasmo – dice ancora il sacerdote – ma anche a tutti coloro che hanno coinvolto: genitori, costumisti, musicisti, perché il presepe riesca bene». Don William non sa dire con precisione quante persone dell’oratorio sono impegnate perché l’organizzazione è in mano ai due educatori, ma certo vanno aggiunti anche gli abitanti del quartiere e i commercianti che allestiranno le vie in cui passerà il presepe. «Abbiamo voluto coinvolgere anche tante persone anziane e di mezza età, non necessariamente legate all’esperienza oratoriana, che a partire dall’8 dicembre inizieranno ad addobbare le strade segnate dal percorso». Sarà allestito anche un mercato che ricorderà l’ambiente dell’epoca, con tanto di personaggi cambia valuta che consegneranno ai visitatori monete del tempo di Gesù in cambio di euro, «anche questo come forma di coinvolgimento della gente». Da qualche anno don William Abbruzzese desiderava coinvolgere adulti e i bambini in quella che lui definisce una «avventura». Il 20 dicembre infatti Molteno avrà di nuovo il suo presepe vivente grazie alla buona volontà di due educatori, una giovane coppia «che si è presa a cuore l’iniziativa». Per vari motivi e impegni dell’oratorio l’idea era rimasta nel cassetto, ma ora finalmente il sogno si avvera. Betta e Luca sono al lavoro e hanno già coinvolto un buon numero di persone.Pochi giorni prima di Natale, nel piccolo comune della Brianza, andrà quindi in scena un presepe vivente itinerante con partenza alle 16 e arrivo nella chiesa parrocchiale di San Giorgio. Tutti coloro che lo desiderano potranno seguire il corteo e assistere alla drammatizzazione: sono previste infatti diverse scene teatrali con scenografie realizzate dagli adulti e la recita affidata ai bambini, che proveranno per un mese aiutati dagli educatori. Sono previste diverse tappe lungo il percorso, spiega don William, «fino ad arrivare in chiesa per l’ultima scena, quella della nascita di Gesù con la preghiera finale, e dove ci scambieremo gli auguri di Natale».«Il viale che conduce in parrocchia – continua il sacerdote – sarà addobbato dagli abitanti della zona che per l’occasione sono stati coinvolti». Lungo la strada infatti dovranno ricostruire alcuni elementi tipici del presepe a cominciare dalla stalla. «Sarà un modo bello per vivere il Natale. In questa fase di evangelizzazione ci sembrava importante ridire anche in modo visivo, ciò che il Natale rappresenta per i cristiani». Per questo non hanno voluto «rimanere chiusi» nei loro ambienti, ma hanno preferito come palcoscenico la piazza e le strade. «In questo modo anche altri, passando per le vie, potranno partecipare a questa esperienza che diventa una forma di annuncio. Tengo molto a questo messaggio, perché è ciò che dico da quando mi hanno mandato a Molteno nel 2005», assicura don William. È l’occasione per «recuperare il vissuto cristiano anche con segni forti, attraverso la drammatizzazione, il cammino itinerante in mezzo al paese e non in oratorio».«Il mio ringraziamento va innanzitutto a Betta e Luca che se ne stanno occupando con entusiasmo – dice ancora il sacerdote – ma anche a tutti coloro che hanno coinvolto: genitori, costumisti, musicisti, perché il presepe riesca bene». Don William non sa dire con precisione quante persone dell’oratorio sono impegnate perché l’organizzazione è in mano ai due educatori, ma certo vanno aggiunti anche gli abitanti del quartiere e i commercianti che allestiranno le vie in cui passerà il presepe. «Abbiamo voluto coinvolgere anche tante persone anziane e di mezza età, non necessariamente legate all’esperienza oratoriana, che a partire dall’8 dicembre inizieranno ad addobbare le strade segnate dal percorso». Sarà allestito anche un mercato che ricorderà l’ambiente dell’epoca, con tanto di personaggi cambia valuta che consegneranno ai visitatori monete del tempo di Gesù in cambio di euro, «anche questo come forma di coinvolgimento della gente».

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