Il Giovedì santo il cardinale Tettamanzi concelebrerà la Messa crismale insieme al clero diocesano. L'omelia sul sacerdozio comune dei fedeli. Diretta audio su internet per i fidei donum


Redazione

17/03/2008

Il mattino del Giovedì santo (20 marzo, alle 9.30), nel Duomo di Milano l’Arcivescovo presiede la Santa Messa crismale. Durante questa celebrazione eucaristica avviene la benedizione del crisma, dell’olio dei catecumeni e dell’olio degli infermi. Gli oli benedetti saranno poi destinati a tutte le chiese della diocesi per l’amministrazione dei sacramenti.

Tutti i sacerdoti della diocesi sono invitati a concelebrare con l’Arcivescovo. A essi il Cardinale rivolge l’omelia, una delle più importanti e significative, sotto il profilo pastorale, di tutto l’anno. In questa circostanza i sacerdoti diocesani, inoltre, rinnovano le loro promesse, cioè gli impegni presi il giorno della loro ordinazione.

Quella con il Vescovo è l’unica Messa che si celebra la mattina del Giovedì santo. Ciò proprio per evidenziare l’alto significato ecclesiologico della comunione del Vescovo con i suoi presbiteri. Compresi i sacerdoti fidei donum missionari sparsi nel mondo, i quali potranno seguire in diretta audio la celebrazione attraverso internet su www.chiesadimilano.it

La tradizionale omelia dell’Arcivescovo durante la Messa crismale del Giovedì santo è una preziosa occasione per riflettere sul ministero sacerdotale nella Chiesa, a servizio di tutto il popolo di Dio. Quest’anno il cardinale Tettamanzi si soffermerà in particolare sul sacerdozio che accomuna tutti i battezzati in una esigente corresponsabilità, affermata in maniera chiara dal Concilio Vaticano II.

Nell’anno pastorale dedicato alla comunicazione della fede, la famiglia e più in generale tutti i fedeli laici sono invitati a crescere nella consapevolezza del compito loro affidato. Un compito che vede insieme preti e fedeli laici nell’unico cammino verso la santità, che è l’appartenenza al Signore che ci dona lo Spirito di Cristo. La comunione data dal Battesimo alimenta così una rinnovata spinta missionaria verso l’esterno, in forme di servizio per il bene del mondo che si esercitano nei luoghi di incontro, di lavoro, di gioia e di sofferenza.

Il tema scelto quest’anno dall’Arcivescovo, “Il sacerdozio comune dei fedeli. Riscopriamo un dono nascosto nel tesoro della Chiesa”, farà anche da titolo al libro del Centro Ambrosiano che sarà diffuso nelle librerie cattoliche da giovedì 20 (pagine 32, euro 3).

La riflessione proposta dal cardinale Tettamanzi si pone in continuazione con quella che ha dato origine alle Comunità pastorali e al rilancio della “pastorale d’insieme”, sulla quale peraltro l’Arcivescovo insiste nelle visite ai Decanati che sta svolgendo. Non si tratta solo di una nuova organizzazione pastorale, ma anche della riscoperta del ruolo attivo e responsabile dei fedeli laici.

Gli stessi testi liturgici della Messa crismale sottolineano la consacrazione di tutti i battezzati. Da qui nasce il tema del “sacerdozio comune”, ossia la partecipazione dei fedeli laici al sacerdozio comune, che tra l’altro è stato uno dei grandi temi del Vaticano II. Ma non solo.

Oltre il Concilio, infatti, il “tesoro della Chiesa”, circa il “sacerdozio comune dei battezzati”, è ricchissimo, come ci testimoniano la liturgia, l’insegnamento dei Padri e i documenti più recenti. Anche se si ha l’impressione di non avere la consapevolezza della straordinaria ricchezza di questo tesoro. Ma la sua “riscoperta” è necessaria e si rivela quanto mai feconda. A partire da una riflessione sul rapporto tra laici e presbiteri nella comune azione ecclesiale. E per una comune missione evangelizzatrice.

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