Dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. In programma in diocesi un ricco calendario di incontri e dibattiti, organizzato a Milano dal Consiglio delle Chiese Cristiane (giunto al decennale di vita) e nelle altre zone pastorali dal Servizio diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo. L'importanza di "pregare insieme" per rafforzare l'ecumenismo spirituale e favorire l'incontro fraterno e solidale tra le Chiese


Redazione

Dal 18 al 25 gennaio in programma in diocesi un ricco calendario di incontri e dibattiti, organizzato a Milano dal Consiglio delle Chiese Cristiane (giunto al decennale di vita) e nelle altre zone pastorali dal Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo. L’importanza di “pregare insieme” per rafforzare l’ecumenismo spirituale e favorire l’incontro fraterno e solidale tra le Chiese

14/01/2008

di Rosangela VEGETTI

Quale tema della centesima Settimana di preghiere per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), èstata scelta l’esortazione “Pregate continuamente”, tratta dalla prima Lettera ai Tessalonicesi: «La preghiera cambia la mentalità e aiuta i cristiani a considerare gli altri fratelli figli dello stesso Padre», scrivono nel messaggio congiunto monsignor Vincenzo Paglia (Cei), Domenico Maselli (Federazione Chiese Evangeliche) e Gennadios Zervos (metropolita ortodosso d’Italia).
Un ricco calendario di incontri e dibattiti in programma nella diocesi ambrosiana segna anche il forte impulso ecumenico delle Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, giunto al decennale di vita.

Sono davvero tanti i motivi di riflessione, a partire dalla III Assemblea ecumenica europea svoltasi a Sibiu lo scorso 4-9 settembre e dall’attuazione degli impegni della Charta Oecumenica che l’Arcivescovo e i rappresentanti di molte Chiese Cristiane di Milano hanno sottoscritto il 14 aprile 2007, affidandone ai giovani la garanzia futura.

Un cammino impegnativo che il Consiglio e lo stesso cardinale Tettamanzi intendono compiere coinvolgendo l’intera comunità. «Sul cammino del Consiglio milanese delle Chiese – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia della messa dell’1 gennaio – invochiamo insieme la benedizione di Dio, perché, all’interno della città, coltivi in modo ecumenico la cura pastorale della dimensione interiore dei cristiani di ogni confessione e sappia promuovere un comune annuncio del “Vangelo della pace” a quanti non l’hanno conosciuto, o stanno cercando un senso per la propria vita, o vorrebbero impegnarsi per un mondo nuovo e diverso da quello attuale».

«Come Chiesa ambrosiana – ha poi proseguito – intendiamo continuare nel cammino di testimonianza intrapreso e dare particolare rilievo alla comunicazione della fede da parte delle famiglie, che svolgono la loro missione a servizio del Vangelo. Esse sono il luogo primordiale e privilegiato per la trasmissione del sentire, del pensare e del vivere da cristiani».

Non a caso, tra le proposte che i delegati delle diocesi lombarde hanno portato all’Assemblea europea di Sibiu, c’era un punto relativo al “pregare insieme”, per auspicare che «nelle celebrazioni ordinarie di ciascuna confessione si inserissero preghiere per le altre Chiese, in particolare ricordando e invocando la benedizione divina su eventi particolarmente densi di significato. E si realizzassero incontri ecumenici periodici di preghiera nei diversi luoghi di culto con partecipazione reciproca di ministri e fedeli delle diverse confessioni».

Rafforzare l’ecumenismo spirituale diventa sempre di più il punto fondamentale per un incontro fraterno e solidale tra le Chiese e «la preghiera per l’unità dei cristiani – si legge nel libretto di sussidio alla Settimana – è una preghiera che sfida, che opera cambiamenti nella nostra identità sia personale che confessionale. In ultima analisi significa che noi rinunciamo al nostro modo di guardare l’unità per concentrarci e vedere che cosa Dio voglia dal suo popolo».

L’obiettivo che la diocesi si è data sin dal suo Sinodo del 1995 è quello di far rientrare nella pastorale ordinaria la sensibilità ecumenica. A ricercare continuamente l’unità devono essere infatti tutti i cristiani, come prega Gesù rivolgendosi al Padre perché «siano una cosa sola» («ut unum sint»); suo desiderio e disegno di salvezza è che tutti i discepoli siano uniti.

«La preghiera costruisce ponti di amore, di pace e di speranza per la realizzazione della volontà di Dio – si legge ancora nel libretto -, obbligando le rispettive comunità a modificare il comportamento nei confronti le une delle altre, ad abbracciare il metodo del dialogo, a farle uscire dai propri confini, incontrare le altre Chiese e comunità cristiane, comunicare l’una all’altra quale sia la volontà di Dio per la loro unità e testimoniare al mondo i propri sforzi e la loro promessa di collaborazione per l’unità dei cristiani. (…) L’unità verrà nella pienezza dei tempi quando il Signore lo vorrà, con i mezzi che Egli vorrà, sarà un miracolo!».

L’incontro di sabato 19 gennaio a Busto Arsizio (alle 16, al Cine Teatro di via Bergamo 12) su “Una nuova stagione ecumenica”, con l’Arcivescovo, il vescovo ortodosso della Chiesa di Grecia Athanasios Hatzopoulos e la pastora evangelica valdese Letizia Tomassone sarà il momento centrale del programma diocesano che ben sostiene e si configura con lo svolgimento dell’intera Settimana curato invece dal Consiglio delle Chiese.

Come pure gli appuntamenti riservati alle zone pastorali di Varese a Besozzo, Germignaga, Cocquio Trevisago, di Monza a Vimercate, di Lecco a Garlate, e della zona VI ad Abbiategrasso e Corsico, vogliono portare una vicinanza sempre maggiore allo spirito di accoglienza e ascolto ecumenico che deve animare l’intera vita cristiana.

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