"Il mondo anche oggi è pieno di Dottori - ha detto l'Arcivescovo commentando un passo del Vangelo -, la maggior parte però non sono dottori della verità ma dottori della falsità". Gesù mise in guardia dai falsi profeti: "Quanti infatti ci promettono la felicità! Eppure indicano la strada sbagliata. Ci dicono che per essere felici dobbiamo essere comodi, essere egoisti. Magari ci dicono anche di prendere un pò di droga". Prospettive che paiono "brillanti ma che ci conducono nelle tenebre della schiavitu".


Redazione

03/05/2008

VARESE – Almeno cinquemila adolescenti, un colpo d’occhio raro lungo gli oltre due chilometri del viale della cappelle del Sacro Monte di Varese, oggi pomeriggio per il raduno dei ragazzi di 14 anni dell’arcidiocesi di Milano, chiamati alla professione di fede. Con loro e i rispettivi educatori, giunti da ogni parrocchia in auto o pullman, anche il cardinale Dionigi Tettamanzi.

"Il mondo anche oggi è pieno di Dottori – ha fra l’altro detto l’arcivescovo commentando un passo del Vangelo -, la maggior parte però non sono dottori della verità ma dottori della falsità". Gesù mise in guardia dai falsi profeti: "Quanti infatti ci promettono la felicità! Eppure – ha aggiunto – indicano la strada sbagliata. Ci dicono che per essere felici dobbiamo essere comodi, essere egoisti. Magari ci dicono anche di prendere un pò di droga". Prospettive che paiono "brillanti ma che – ha avvertito l’arcivescovo – ci conducono nelle tenebre della schiavitu".

Ecco dunque perchè gli "adolescenti crescono quando diventano responsabili, seguendo il vero maestro che per i cristiani è Gesù". Un incontro tutto dedicato ai giovani, non poteva che essere così, oggi, al Sacro Monte di Varese. Lungo il viale che si inerpica sulla montagna i cinquemila ragazze e ragazzi hanno pregato e cantato. Alla fine, dopo una sosta all’ottava cappella, dove l’arcivescovo ha parlato e affidato ai 14enni il loro ‘mandato, alla quattordicesima Tettamanzi ha consegnato a ciascuno una croce di vetro. Con un messaggio ai genitori, consegnato ai giornalisti. "A loro chiedo di stare davvero vicini ai loro figli, di avere fiducia, di saperli aiutare a crescere. Per questo – ha concluso – i genitori devono essere sinceri e saper dire ciò che è bene e ciò che è male. Nella vita c’è bisogno non solo di parole melliflue". Insomma, bisogna anche sapere "dire dei no".

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