Giochi, laboratori, gite e preghiera sono solo alcune delle attività proposte per cinque settimane nella parrocchia del quartiere Forlanini. I genitori che hanno problemi di lavoro possono lasciare i figli già alle 7.30 del mattino.


Redazione

25/06/2008

di Luisa BOVE

Tra i mille oratori feriali della diocesi ambrosiana il cardinale Dionigi Tettamanzi ha scelto di visitarne uno in particolare: quello di San Nicolao della Flue al quartiere Forlanini. Oltre ai ragazzi della parrocchia si sono iscritti anche i ragazzi delle vicine San Galdino e San Lorenzo in Monluè raggiungendo quota 300. Questo non è l’unico oratorio estivo dell’Unità pastorale, assicura il decano don Sandro Sozzi: «A Ponte Lambro c’è un altro oratorio frequentato da oltre 100 ragazzi e quello dell’Addolorata in Morsenchio da altri 190. Quindi la realtà che visita il Cardinale è più estesa sul territorio». L’oratorio, come la scuola, è uno dei luoghi privilegiati per l’integrazione. Negli ultimi anni la presenza di stranieri ha fatto un salto di qualità perché, come ha spiegato don Massimiliano Sabbadini, responsabile della Fom, «oggi ci sono anche gli animatori, che appartengono alla seconda generazione di immigrati».

L’Arcivescovo, quando arriva in oratorio, si inserisce nel normale ritmo delle attività pomeridiane: dal gruppo di ragazzi che canta l’inno “Passi in piazza”, ai piccoli attori che stanno provando la recita “La guerra dei colori”, ai bambini delle elementari impegnati nei compiti delle vacanze e nel disegno… Molti i capolavori che ritraggono il Cardinale tutto vestito di rosso e con la scritta “Benvenuto Arcivescovo”. Scambio di battute con i giovani artisti e poi via verso la cucina dove i più grandi stanno preparando la merenda: una mega macedonia per tutti.

Don Bernardo Gallazzi, il responsabile della Pastorale giovanile del Forlanini, visibilmente stanco, e’ alla sua terza settimana di oratorio feriale, ma segue con entusiasmo i ragazzi perché sa che anche questa attività ha un grande valore educativo. «Ciascuno di voi è importante per il Signore, per gli altri, per la comunità cristiana, per il mondo intero», ha detto l’Arcivescovo accolto con un “ola” e un grido di “ciao” dai giovani e dagli animatori.

«All’oratorio si impara a stare insieme, ma il tesoro più bello che abbiamo nel cuore è la nostra fede», ha sottolineato l’Arcivescovo. Per questo bisogna «amare Gesù e parlare con lui a tu per tu». Senza dimenticare però che «siamo chiamati tutti alla gioia». I ragazzi non esitano a dimostrarlo al cardinal Tettamanzi, dopo il breve momento di preghiera, hanno intonato a gran voce un canto e lanciato l’ultimo saluto mentre si allontanava, felici della visita al loro oratorio.

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