È un mito l'idea del voto cattolico. Di questo è sicura Jo Renee Formicola, professoressa di Scienze politiche all’Università di Seton Hall: «I cattolici hanno modi diversi di pensare e di mostrare la loro religione». Una recente ricerca del Pew research center sembra darle ragione

di Maddalena MALTESE
Da New York

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«L’idea del voto cattolico è un mito; il cattolicesimo non è monolitico e i cattolici hanno modi diversi di pensare e di mostrare la loro religione». Jo Renee Formicola, professoressa di Scienze politiche all’Università di Seton Hall, parla con decisione al simposio su comunicazione e religione organizzato dalla sua Università, alla vigilia dell’ultimo dibattito tra Donald Trump e Joe Biden, i due candidati alla Casa Bianca. Formicola invita i partecipanti a guardare la varietà di cattolici del panorama politico per concordare sulla sua visione plurale del cattolicesimo e su quanto anche la decisione di voto sia influenzata anche da razza, istruzione, genere.

Analizzando i vari cattolici presenti sul panorama politico statunitense non si può non dare ragione a Formicola. Sono cattolici il candidato democratico alla presidenza Joe Biden e la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi. È cattolico Mike Pompeo, segretario di Stato e lo è stato anche il vicepresidente Mike Pence, nato e cresciuto cattolico, che oggi si definisce un evangelico cattolico, ed è cattolico anche il procuratore generale William Barr. Dietro ognuno di questi nomi la cattolicità assume sfumature varie e, per la docente di Scienze politiche, quando ci si reca al seggio, non è certo la fede il primo pensiero di un elettore, perché «si pensa alla famiglia, ai figli, al lavoro, all’istruzione, all’assicurazione sanitaria e se tutto questo è improntato alla sua fede molto meglio».

Avere un candidato cattolico alle elezioni, come è il democratico Joe Biden, non garantisce il sostegno degli elettori cattolici e non è un lasciapassare per la presidenza, anche perché se Biden vincesse sarebbe il secondo cattolico a diventare Commander in chief dopo John F. Kennedy nel 1960. I cattolici Usa costituiscono circa un quinto della popolazione e hanno una vasta gamma di opinioni politiche, anche su argomenti su cui la Chiesa cattolica ha preso una posizione chiara e determinata, come ad esempio la condanna della costruzione di un muro al confine con il Messico. Secondo una ricerca di settembre del Pew research center, il 91% dei cattolici democratici si oppone all’espansione del muro lungo il confine, mentre l’81% dei repubblicani cattolici è favorevole all’espansione del muro. Quando si tratta di questioni politiche specifiche, i cattolici sono spesso più allineati con il loro partito politico che con gli insegnamenti della Chiesa. Sull’aborto, ad esempio, il 77% degli adulti cattolici democratici e di tendenza democratica afferma di pensare che l’aborto dovrebbe essere legale in tutti o nella maggior parte dei casi, mentre il 63% dei cattolici di stampo repubblicano ritiene che l’aborto dovrebbe essere illegale in tutti o nella maggior parte dei casi. Sempre secondo il Pew research center, il 48% dei cattolici afferma di votare repubblicano e il 47% democratico. Prova di questa propensione sono state anche le elezioni del 2016 dove il 52% dei cattolici ha votato Trump a fronte di un 44% per Hillary Clinton.

La scelta di partito dei cattolici Usa poi è legata anche alla razza: così abbiamo i cattolici bianchi che si identificano con i repubblicani, mentre gli ispanici si ritrovano democratici per due terzi.

Circa sei cattolici bianchi su dieci intendono votare per Trump, mentre circa due terzi dei cattolici ispanici sostengono Biden. Le opinioni dei cattolici su Trump sono chiaramente divise per razza ed etnia. In un sondaggio condotto alla fine di luglio e all’inizio di agosto – in mezzo a un’ondata di casi di coronavirus negli Stati Uniti – il 54% dei cattolici bianchi in generale ha dichiarato di approvare la performance di Trump come presidente, mentre il 69% dei cattolici ispanici ha dichiarato di disapprovare il modo in cui sta gestendo il suo mandato. Per i cattolici è importante che un candidato viva in base ai suoi valori e offra questa testimonianza, per cui, alla richiesta di capire quanto siano religiosi i due candidati, in luglio è emerso il dato che 6 cattolici su 10 pensano che Biden sia molto o un po’ religioso, mentre il 63% dice lo stesso per Trump. Sul fronte del voto, il vescovo di El Paso ha invitato i cattolici, e non solo loro, a non avere un’agenda monotematica rispetto ai temi forti, ma a considerare tutti gli aspetti della vita umana, dal preservare l’ambiente alla giustizia razziale e sociale, fino ai salari equi che rientrano nella Dottrina sociale cristiana e sono di orientamento al voto.

Un sondaggio pubblicato recentemente sempre dallo stesso centro di ricerca mostra che il 63% dei cattolici è in supporto di Biden, ma solo per profonda antipatia per Trump; quindi, con il loro voto, non stanno realmente scegliendo il candidato democratico.

 

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