Link: https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/suor-nabila-una-voce-da-gaza-a-milano-2806580.html
Share

Testimonianza

Suor Nabila, una voce da Gaza a Milano

La religiosa di origini egiziane, per sei mesi rifugiata sotto i bombardamenti nella parrocchia latina con 635 sfollati, interverrà martedì 4 giugno alle 21 al Centro missionario Pime

3 Giugno 2024
Suor Nabila Saleh

Una testimonianza dalla piccola comunità cristiana di Gaza, che resiste in mezzo al conflitto in condizioni disperate. Tenendo accesa una speranza, nonostante tutto. È il senso dell’incontro con suor Nabila Saleh, religiosa araba delle Rosary Sisters, che martedì 4 giugno alle 21 interverrà a Milano al Centro missionario Pime (ingresso via Mosé Bianchi 94) in un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’arcidiocesi di Milano, l’associazione Elikya e il Centro culturale di Milano.

In dialogo con Chiara Zappa – giornalista di Mondo e Missione – suor Nabila porterà l’esperienza da lei vissuta nella Striscia per 13 anni sotto il governo fondamentalista di Hamas, fino alla drammatica situazione di oggi dopo lo scoppio della guerra con Israele. Per sei mesi questa suora di origini egiziane è stata lei stessa rifugiata nella parrocchia latina di Gaza insieme a 635 sfollati cristiani, sotto i bombardamenti e in condizioni umanitarie disperate, prendendosi cura dei più fragili.

L’unica religiosa autoctona della Terra Santa, prima del conflitto è stata per molti anni direttrice della scuola privata più grande della Striscia, in cui 1.250 alunni, in maggioranza musulmani, imparavano i valori della convivenza e del pluralismo. «Ogni giorno piangiamo la morte di tanti nostri studenti e dei loro parenti – raccontava qualche tempo fa suor Nabila in una testimonianza -. Non erano terroristi, erano giovani educati al dialogo, bravi ragazzi. Qual è il senso di tutto questo orrore?».

Per informazioni www.centropime.org

Leggi anche

Hamas

Venti di guerra sulla Terra Santa

Sabato 7 ottobre l'attacco di Hamas, la successiva reazione di Israele e l'aggravarsi del conflitto. La preoccupazione e la partecipazione del Papa e della Chiesa