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Gerusalemme

Patriarcato e Custodia: «Garantito l’accesso per la Settimana Santa»

Dopo il divieto di accesso al Sepolcro, le questioni relative alle celebrazioni «sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti»

di Daniele ROCCHI

30 Marzo 2026
Una veduta di Gerusalemme

Dopo il grave episodio avvenuto nella mattina di ieri, Domenica delle Palme, quando la Polizia israeliana ha impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al Patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo – impedendo loro di celebrare la Messa – il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa hanno diffuso oggi un comunicato congiunto nel quale affermano che le questioni relative alle celebrazioni di Settimana Santa e Pasqua «sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti».

Liturgie e preghiere in diretta

In particolare, viene precisato che, in accordo con la Polizia israeliana, «l’accesso ai rappresentanti delle Chiese è stato garantito per lo svolgimento delle liturgie e delle cerimonie e per preservare le antiche tradizioni pasquali al Santo Sepolcro».

Nel comunicato si ricorda che, «alla luce dell’attuale stato di guerra», rimangono in vigore le restrizioni ai raduni pubblici. Per questo motivo, Patriarcato e Custodia spiegano che «le liturgie e le preghiere saranno trasmesse in diretta ai fedeli della Terra Santa e del mondo intero».

Patriarcato e Custodia esprimono «sincera gratitudine” al presidente israeliano Isaac Herzog per “la sua pronta attenzione e il suo prezioso intervento». Un ringraziamento è rivolto anche ai Capi di Stato e ai responsabili istituzionali che, si legge, «hanno agito con rapidità per far pervenire le loro ferme posizioni, molti dei quali si sono personalmente messi in contatto per esprimere vicinanza e sostegno».

Un valore supremo e condiviso

Nel comunicato Patriarcato e Custodia sottolineano che «la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri». In tempi di conflitto, aggiungono, «salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso». Per questo auspicano che «si possano continuare a trovare le disposizioni adeguate che permettano la preghiera nei luoghi di culto, in particolare nei Luoghi Santi di tutte le religioni, nel rispetto delle legittime necessità di sicurezza e delle osservanze religiose che sono di profonda importanza per centinaia di milioni di credenti».

Il comunicato ribadisce che la Chiesa «rimane in dialogo continuo con le autorità, inclusa la polizia israeliana», e conclude con una preghiera affinché «abbia fine la tragica guerra che colpisce la regione, consapevoli delle pesanti conseguenze su tutti». Il Patriarcato latino e la Custodia rinnovano infine l’impegno al «dialogo, al rispetto reciproco e alla preservazione dello Statu Quo», formulando l’augurio di una «Buona Settimana Santa».

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