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Venti di guerra sulla Terra Santa

Sirio 26 - 31 maggio 2024
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Conflitto

Papa Francesco: «Seguo con apprensione e dolore quanto sta avvenendo in Israele»

Il pontefice ha manifestato il suo sostegno alle persone colpite dalla recente operazione militare. «La guerra è una sconfitta, è sempre una sconfitta»

di Lorenzo Garbarino

8 Ottobre 2023
(Foto Vatican Media/SIR)

Sabato 7 ottobre il gruppo palestinese Hamas ha lanciato a sorpresa un’operazione militare contro lo stato di Israele. Quasi 5mila razzi, provenienti dalla Striscia di Gaza, hanno colpito il sud e il centro del Paese. Tra le città colpite ci sono anche Tel Aviv e Gerusalemme.

Oggi sul conflitto si è espresso anche Papa Francesco. Il Pontefice infatti, dopo la consueta recita dell’Angelus in Piazza San Pietro, ha manifestato vicinanza per tutte le persone colpite dal conflitto. «Seguo con apprensione e dolore quanto sta avvenendo in Israele, dove la violenza è esplosa ancora più ferocemente provocando centinaia di morti e feriti. Gli attacchi di armi si fermino, per favore e si comprenda che il terrorismo e la guerra non portano ad alcuna soluzione, ma solo alla morte di tanti innocenti. La guerra è una sconfitta, è sempre una sconfitta. Preghiamo perché ci sia la pace in Israele e in Palestina».

Francesco già aveva commentato all’introduzione dell’Angelus i recenti scontri. «Alla radice dei conflitti c’è sempre ingratitudine e pensieri avidi, l’ingratitudine alimenta l’avidità, l’ingratitudine genera violenza, mentre un semplice grazie può riportare la pace!».

Il Pontefice ha sottolineato – nel commentare la parabola del Vangelo odierno, che «quando l’uomo si illude di farsi da sé e dimentica la gratitudine, dimentica la realtà fondamentale della vita: che il bene viene dalla grazia di Dio, dal suo dono gratuito».

«Quando si scorda questo, si finisce col vivere la propria condizione e il proprio limite – ha proseguito papa Francesco – non più con la gioia di sentirsi amati e salvati, ma con la triste illusione di non aver bisogno né di amore, né di salvezza. Si smette di lasciarsi voler bene e ci si ritrova prigionieri della propria avidità del bisogno di avere qualcosa in più degli altri, del voler emergere sugli altri, ed è brutto questo processo e succede anche a noi». 

Secondo i media israeliani, sarebbero almeno 600 i morti e 2mila i feriti israeliani dall’inizio del conflitto. Non sono stati ancora diramati dei numeri ufficiali da nessuno dei due schieramenti, a cui vanno aggiunti numerosi ostaggi.