«In questi giorni si è svolta l’azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace». Appelli, preghiere, telefonate a Putin e Zelensky, ora ancora un’invocazione di pace per Oleshky, della quale lui per primo ha sottoposto all’attenzione mondiale la tragedia vissuta dalla popolazione. Papa Leone XIV torna a rivolgere un pensiero al termine dell’Angelus di domenica 1° novembre, alla cittadina ucraina nella regione di Kherson, occupata dai russi, dove nelle scorse ore è stata completata la missione di evacuazione dei civili. Che è esattamente quello che il Pontefice aveva domandato al presidente russo Vladimir Putin nel colloquio telefonico durante la degenza al Gemelli e, successivamente, al leader ucraino Volodymyr Zelensky qualche giorno dopo: «Una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile».
La tregua e l’evacuazione dei civili
Gli abitanti di Oleshky – prima della guerra circa 24 mila ora ridotti a circa 2 mila, tra cui una cinquantina di bambini – hanno vissuto in questi mesi senz’acqua, senza elettricità, senza medicine né ambulanze, con ogni uscita bloccata, visto che l’unico ponte che la collegava a Kherson è stato fatto saltare in aria nel novembre 2022 e le strade fuori città e nei villaggi circostanti minate. Il Papa domandava una tregua umanitaria per consentire una via di fuga. E la tregua è stata annunciata il 23 ottobre con un accordo confermato da Mosca e Kyiv, per il quale è stato determinante la mediazione statunitense, con il coinvolgimento della first lady Melania Trump.
Il cessate il fuoco – il più lungo dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia – rimarrà in vigore fino a oggi alle 10.59. Intanto i residenti di Oleshky hanno potuto lentamente superare il confine. Non è noto quanti civili abbiano raggiunto i territori controllati dall’Ucraina non occupata, ma solo che la più anziana fra gli sfollati ha 94 anni, e il più giovane poco più di un anno.
La preghiera per le vittime dei conflitti
Un piccolo spiraglio di speranza in una guerra che non conosce sosta. E Leone, dalla finestra del Palazzo Apostolico, eleva le sue preghiere perché non ci si limiti solo a un cessate il fuoco temporaneo ma si lavori per una pace duratura in tutto il Paese. Infine, ampliando lo sguardo alle vittime di questi conflitti che dilaniano il mondo – quelle ucraine e non solo -, il Papa eleva al cielo una preghiera: «Affidiamo a Maria, regina della Pace, e a tutti i Santi, quanti in ogni parte del mondo soffrono per le guerre».
Il Consiglio ucraino delle Chiese: stop alla guerra, prevalga una pace giusta
Anche il Consiglio ucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose (Uccro) si è espresso sulla missione nella città di Oleshky, affermando di «accogliere con favore» il buon esito dell’azione umanitaria «resa possibile grazie all’attuazione degli accordi raggiunti e al rispetto del cessate il fuoco, che ha permesso di fornire assistenza alle vittime della catastrofe umanitaria».
In una nota viene ribadito, quindi, il grazie a papa Leone XIV a tutti i partner dell’Ucraina e le persone di buona volontà «per i loro sforzi, il loro impegno e le loro preghiere volte a salvare gli abitanti di Oleshky». Si dà inoltre il benvenuto a tutti i concittadini «che hanno colto l’opportunità di lasciare Oleshky per rifugiarsi nei territori controllati dall’Ucraina» e si assicurano preghiere a quanti «sono stati tratti in salvo». Il Consiglio accoglie con favore anche «la fornitura di assistenza umanitaria ai residenti che rimangono a Oleshky». E, sulla scia delle parole del Papa all’Angelus, esprime la speranza che l’esperienza della missione umanitaria a Oleshky «possa essere estesa ad altre comunità i cui abitanti si trovino in un bisogno altrettanto urgente di assistenza. Le Chiese e le organizzazioni religiose dell’Ucraina continuano a pregare per la fine della guerra e per una pace giusta che prevalga nella terra d’Ucraina».



