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Intesa

Carcere, a Monza l’inclusione Inps

Garantire servizi sociali e previdenziali durante e alla fine della pena anche ai detenuti e ai loro famigliari: questo l’accordo siglato dall’Istituto nazionale con la Casa circondariale e il Comune. Tra i firmatari anche Caritas Ambrosiana

di Paolo BRIVIO

20 Febbraio 2026
carcere

Un accordo territoriale per consentire anche alle persone detenute, e ai loro famigliari, di accedere ai servizi sociali e previdenziali durante e dopo la conclusione della pena detentiva. È stato firmato nella tarda mattinata di venerdì 20 febbraio, a Monza, l’accordo «Inps in rete per l’inclusione – Linea d’azione Inclusione Carceri»: l’hanno sottoscritto, oltre alla Direzione provinciale dell’istituto previdenziale, la Casa circondariale di Monza, il Comune (per l’Ambito territoriale sociale di Monza), Afol Monza Brianza, Cgil Monza Brianza, Caritas Ambrosiana, la Società San Vincenzo De Paoli e l’associazione di volontariato “Carcere Aperto”.

I precedenti

In concreto si tratta di un’estensione all’ambito carcerario – ed è una significativa prima volta – di un progetto che da alcuni anni Inps, Caritas e altri soggetti stanno sviluppando a livello nazionale, con l’obiettivo di favorire l’accesso di persone in condizione di povertà e fragilità ai servizi e alle prestazioni pubblici loro spettanti. L’intesa ha conosciuto diverse evoluzioni; nei territori della diocesi di Milano, Caritas Ambrosiana a partire dal 2021, dopo aver sottoscritto una convenzione generale con la Direzione regionale Inps, ha siglato intese provinciali con le Direzioni della città metropolitana di Milano, di Lecco, Varese e – nello scorso luglio – Monza.

Come funziona

Ora l’intesa “Inps in rete per l’inclusione” viene portata anche dentro le mura della Casa circondariale brianzola. Inps metterà a disposizione una casella mail dedicata e assistenza erogata da personale esperto, al fine di facilitare le relazioni e velocizzare le pratiche riguardanti pensioni, bonus, sussidi e altre prestazioni sociali. I volontari Caritas e degli altri soggetti coinvolti supporteranno detenuti e famigliari nello svolgimento delle pratiche e monitoreranno i progressi delle procedure.

Caritas: «Aiuto non assistenziale»

«Caritas Ambrosiana aderisce con convinzione alla nuova iniziativa di Monza, anche sulla base dei positivi risultati già registrati in altri territori della Diocesi di Milano – afferma Erica Tossani, direttrice Caritas -. La storia di Caritas è storia di aiuto non assistenziale. I nostri volontari e operatori sanno che tra i loro compiti, subito dopo l’ascolto, vi è l’accompagnamento di coloro che si rivolgono ai nostri servizi a richiedere e ottenere misure e prestazioni loro dovute per legge: la carità integra la giustizia, non la sostituisce. Le persone sottoposte all’autorità giuridica e penale non devono essere ridotte al loro reato. L’affermazione dei diritti e l’accesso ai servizi costruiscono, soprattutto per loro, orizzonti di giustizia».