Elizabeth viene dal Paese più giovane (indipendente dal 2011) e meno sviluppato del mondo (ultimo nella graduatoria Onu dell’Indice di sviluppo umano). Il Sud Sudan, pur essendo il terzo produttore di petrolio d’Africa, è uno “Stato decomposto” dalle guerre civili e dalle leadership predatorie che l’hanno martirizzato sin dalla nascita. Multiemergenze stratificate, odi etnici, economia che non ha mai conosciuto reali alternative alla benedizione/maledizione del petrolio, alluvioni sempre più devastanti a causa dei mutamenti climatici: l’anno scorso, nel Paese subsahariano, 10,2 milioni di abitanti (su 14,1) vivevano in una condizione di crisi alimentare.
Anche i profughi, sfollati interni e rifugiati esterni, si contano a milioni. Tra loro Elizabeth Nyajang Kuon, 30 anni, riparata nel confinante Kenya. Dal quale, grazie ai Corridoi universitari Unhcr-Caritas, è riuscita a partire nell’ottobre 2023 alla volta dell’Italia. Nemmeno tre anni dopo, si può far fotografare cinta dalla corona d’alloro che spetta ai laureati. E mica in un’accademia qualsiasi.
Venerdì 24 aprile Elizabeth si è infatti laureata all’Università Bocconi in Economics, Finance and Public Policy (Economia, finanza e politiche pubbliche), con una tesi sulla «Efficacia delle politiche nei campi profughi sottoposti a vincoli di bilancio», incentrata su un caso che conosce benissimo: il campo di Karuma, da cui i Corridoi universitari l’hanno prelevata. Ad applaudirla, al termine della discussione, c’era anche il direttore della banca per la quale, nel frattempo, ha trovato lavoro.
Elizabeth fa parte del contingente di 23 giovani di diverse nazioni, arrivati a Milano a partire dal 2020, che grazie ai “corridoi” hanno potuto iscriversi all’università (oltre a Bocconi, coinvolti Politecnico, Statale, Bicocca e Cattolica). I rifugiati universitari sono seguiti dagli operatori delle organizzazioni promotrici del progetto (Diaconia Valdese, insieme a Caritas Ambrosiana e cooperativa Farsi Prossimo) e da alcune “famiglie tutor”.



