Dopo il giuramento il nuovo esecutivo si presenta in settimana alle Camere. Il messaggio del presidente della Cei: «L’Italia ha bisogno di unire le forze»

Il giuramento di Draghi al Quirinale (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il giuramento di Draghi al Quirinale (foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Sabato 13 febbraio il presidente del Consiglio Mario Draghi ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel salone delle Feste al Quirinale. Il nuovo esecutivo è composto da 15 “politici” e 8 “tecnici” mentre 7 – tra cui il ministro della Sanità Roberto Speranza, quello dell’Interno Luciana Lamorgese e quello degli Esteri Luigi Di Maio – già facevano parte della squadra del precedente governo Conte.

Il giuramento ha reso di fatto operativo il governo Draghi, che poi ha lasciato il Quirinale per raggiungere Palazzo Chigi, dove lo attendeva l’ex premier Giuseppe Conte per la consueta cerimonia del passaggio della campanella utilizzata per aprire le riunioni del Consiglio dei ministri.

Gli auguri della Cei

«Abbiamo seguito con trepidazione e preoccupazione gli sviluppi della recente crisi politica, ben sapendo che l’Italia ha bisogno di unire le forze per affrontare le pesanti, persino tragiche, ricadute della pandemia da Covid-19. Quest’emergenza, come segnalavo al Consiglio episcopale permanente del 26 gennaio scorso, ha posto in evidenza fratture molteplici: sanitarie, sociali, economiche, educative, generando fra l’altro nuove e diffuse povertà». L’ha scritto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, dopo la cerimonia di giuramento del nuovo Governo al Palazzo del Quirinale, in un messaggio per formulare, a nome suo e della Conferenza episcopale italiana, gli «auguri per l’importante e delicato compito che attende lei e il nuovo Governo in una fase tanto complessa per la storia del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero».

«Siamo certi che ella vorrà assegnare una prioritaria attenzione proprio alle persone e alle famiglie maggiormente segnate dalla sofferenza, dalla precarietà e dalla crisi economica – ha aggiunto Bassetti -. Abbiamo anche potuto apprezzare, in continuità con i suoi precedenti incarichi, una particolare sottolineatura dell’orizzonte politico europeo, con uno sguardo rivolto alla solidarietà tra le Nazioni, alla pace, allo sviluppo sostenibile e alla giustizia sociale». Il presidente della Cei ha così concluso: «La Chiesa che è in Italia sarà un interlocutore attento e collaborativo, come sempre avvenuto, nel rispetto delle reciproche competenze. La accompagniamo con la preghiera».

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