di Pino NARDI
Redazione

«Anche quest’anno i genitori di 18.450 bambini su 21 mila hanno chiesto l’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola dell’infanzia del Comune di Milano»: lo annuncia con soddisfazione don Michele Di Tolve (nella foto), responsabile della Pastorale scolastica e dell’Irc. Un fenomeno in crescita, visto che l’anno scorso erano stati 18 mila a chiederlo.
«La procedura corretta prevede che i genitori all’atto dell’iscrizione fanno la richiesta. Il Comune le valuta e preordina il numero delle insegnanti necessarie – precisa don Di Tolve -. Mi hanno chiesto di indicare le persone idonee in ordine alfabetico e poi è stata stabilita una graduatoria interna al Comune. Hanno chiamato le insegnanti perché scegliessero le scuole dove andare a fare l’insegnamento della religione cattolica. A partire dalla sensibilità che posseggono, hanno scelto secondo graduatoria, ma anche per la continuità didattica, guardando all’attenzione del bambino».
Sono 46 le docenti che sul versante ecclesiale sono state dichiarate idonee all’insegnamento, perché hanno i titoli, si sono preparate e hanno fatto l’esame. Poi la graduatoria, la stesura e la firma del contratto sono stati a cura del Comune. Al di là della soddisfazione per la sensibilità mostrata dai genitori dei più piccoli, che reputano importante anche una formazione religiosa dei propri figli, la situazione complessiva della scuola non è tra le più rosee. Don Di Tolve lancia un appello al Dirigente scolastico: «Tutte le scuole statali, i dirigenti scolastici e i docenti stanno dando il meglio di sé per far funzionare una scuola di qualità, ma fanno fatica. Allora sediamoci intorno a un tavolo di confronto, perché è utile fare una verifica di come sta andando prima della fine di quest’anno. Alle superiori il problema è che se manca un insegnante, avendo tutti un orario a cattedra piena di 18 ore, non riescono a coprire le supplenze. Abbiamo ancora istituti che non riescono perciò a fare l’orario». «Anche quest’anno i genitori di 18.450 bambini su 21 mila hanno chiesto l’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola dell’infanzia del Comune di Milano»: lo annuncia con soddisfazione don Michele Di Tolve (nella foto), responsabile della Pastorale scolastica e dell’Irc. Un fenomeno in crescita, visto che l’anno scorso erano stati 18 mila a chiederlo.«La procedura corretta prevede che i genitori all’atto dell’iscrizione fanno la richiesta. Il Comune le valuta e preordina il numero delle insegnanti necessarie – precisa don Di Tolve -. Mi hanno chiesto di indicare le persone idonee in ordine alfabetico e poi è stata stabilita una graduatoria interna al Comune. Hanno chiamato le insegnanti perché scegliessero le scuole dove andare a fare l’insegnamento della religione cattolica. A partire dalla sensibilità che posseggono, hanno scelto secondo graduatoria, ma anche per la continuità didattica, guardando all’attenzione del bambino».Sono 46 le docenti che sul versante ecclesiale sono state dichiarate idonee all’insegnamento, perché hanno i titoli, si sono preparate e hanno fatto l’esame. Poi la graduatoria, la stesura e la firma del contratto sono stati a cura del Comune. Al di là della soddisfazione per la sensibilità mostrata dai genitori dei più piccoli, che reputano importante anche una formazione religiosa dei propri figli, la situazione complessiva della scuola non è tra le più rosee. Don Di Tolve lancia un appello al Dirigente scolastico: «Tutte le scuole statali, i dirigenti scolastici e i docenti stanno dando il meglio di sé per far funzionare una scuola di qualità, ma fanno fatica. Allora sediamoci intorno a un tavolo di confronto, perché è utile fare una verifica di come sta andando prima della fine di quest’anno. Alle superiori il problema è che se manca un insegnante, avendo tutti un orario a cattedra piena di 18 ore, non riescono a coprire le supplenze. Abbiamo ancora istituti che non riescono perciò a fare l’orario».

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