A margine della visita a Malpensa il cardinale Tettamanzi si è espresso sulla recente consultazione elvetica. Il rapporto con le altre religioni va affrontato «in un clima di grande saggezza e realismo. Il problema vero non è referendum sì o referendum no, ma la sfida sociale, culturale ed educativa»


Redazione

Dopo il referendum che ha stabilito il divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera, il cardinale Dionigi Tettamanzi invita «ad andare oltre le reazioni e le emozioni», impegnandosi nella riflessione seria, motivata, pacata e responsabile, e ad affrontare il rapporto con le altre religioni «in un clima di grande saggezza e realismo». L’Arcivescovo è intervenuto oggi sul tema a margine della sua visita pastorale all’aeroporto di Malpensa, la prima compiuta dal Cardinale dopo quella del 1998 compiuta dall’allora arcivescovo Carlo Maria Martini in occasione dell’inaugurazione dello scalo lombardo.
Tettamanzi ha aggiunto che «come vescovo vorrei associarmi al sentimento espresso dai vescovi svizzeri perché conoscono la situazione» e al loro richiamo «al grande principio della libertà religiosa anche nella sfera sociale, certo nell’ambito delle leggi». Quanto all’opportunità di una consultazione anche a Milano sull’eventuale costruzione di una grande moschea, l’Arcivescovo ha rilevato che «il problema vero non è referendum sì o referendum no, ma la sfida sociale, culturale ed educativa. Tutti abbiamo bisogno di imparare a convivere e la convivenza comporta sempre in maniera inevitabile il confronto con il diverso. Se non c’è questa opera educativa che diventa sempre più necessaria in una situazione storica e in una società sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa, se non c’è questo cammino pedagogico, ogni altra cosa sarà solo un tentativo di risolvere il problema», ma non sarà una soluzione «armoniosa e rispettosa delle esigenze di tutti». Dopo il referendum che ha stabilito il divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera, il cardinale Dionigi Tettamanzi invita «ad andare oltre le reazioni e le emozioni», impegnandosi nella riflessione seria, motivata, pacata e responsabile, e ad affrontare il rapporto con le altre religioni «in un clima di grande saggezza e realismo». L’Arcivescovo è intervenuto oggi sul tema a margine della sua visita pastorale all’aeroporto di Malpensa, la prima compiuta dal Cardinale dopo quella del 1998 compiuta dall’allora arcivescovo Carlo Maria Martini in occasione dell’inaugurazione dello scalo lombardo.Tettamanzi ha aggiunto che «come vescovo vorrei associarmi al sentimento espresso dai vescovi svizzeri perché conoscono la situazione» e al loro richiamo «al grande principio della libertà religiosa anche nella sfera sociale, certo nell’ambito delle leggi». Quanto all’opportunità di una consultazione anche a Milano sull’eventuale costruzione di una grande moschea, l’Arcivescovo ha rilevato che «il problema vero non è referendum sì o referendum no, ma la sfida sociale, culturale ed educativa. Tutti abbiamo bisogno di imparare a convivere e la convivenza comporta sempre in maniera inevitabile il confronto con il diverso. Se non c’è questa opera educativa che diventa sempre più necessaria in una situazione storica e in una società sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa, se non c’è questo cammino pedagogico, ogni altra cosa sarà solo un tentativo di risolvere il problema», ma non sarà una soluzione «armoniosa e rispettosa delle esigenze di tutti».

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