L’Italia, la Lombardia e anche Milano si mobilitano per il carcere. L’Associazione Antigone, impegnata nella difesa dei diritti delle persone ristrette, lancia una giornata nazionale di visite negli istituti di pena. Sarà martedì 14 luglio, ma l’Arcivescovo di Milano, per impegni improrogabili, la anticiperà a lunedì 13, recandosi alle 13.30 al carcere minorile Cesare Beccaria (via dei Calchi Taeggi 20, Milano).
Obiettivo dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori, «è sensibilizzare intorno alla questione penitenziaria, oggi vera e propria emergenza sociale, politica e umana». Si tratta quindi di accendere i riflettori su una situazione ormai insostenibile per la popolazione detenuta, che oggi vive in condizioni anticostituzionali. Per questo diverse delegazioni si sono costituite coinvolgendo autorità, istituzioni, rappresentanti del mondo della cultura, dell’accademia, della società civile.
L’articolo disatteso
Il manifesto di Antigone si ispira all’articolo 27, comma 3, della Costituzione, che insiste sul divieto di trattamenti disumani («contrari al senso di umanità») e sulla finalità rieducativa («le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, promuovendone il futuro nella società»). Purtroppo questo articolo è spesso disatteso. Tanto che ben 6 mila persone recluse hanno visto accogliere il loro ricorso alla magistratura per le condizioni non dignitose a causa della mancanza di spazio. Il sovraffollamento medio nelle carceri è pari al 139% (in 66 istituti supera il 150% e in 8 istituti addirittura il 190%). La Casa circondariale di San Vittore ha raggiunto picchi fino al 231%. Tra l’altro, proprio il sovraffollamento è tra le cause che portano le persone al suicidio.
La chiusura all’esterno e al volontariato
«Dobbiamo purtroppo constatare che le politiche penali e penitenziarie degli ultimi quattro anni hanno messo in crisi il modello costituzionale – dichiarano da Antigone -. Si sono introdotti nuovi reati inseguendo emergenze inesistenti o non dimostrate, così producendo tassi di affollamento penitenziario intollerabili». E questo non solo negli istituti per adulti, ma per la prima volta anche in quelli minorili.
Gli ultimi decreti hanno imposto una chiusura con l’esterno, impedendo e riducendo la promozione di attività rieducative e socializzanti a favore dei detenuti. Chiudere al volontariato, alla società civile e al territorio non garantisce più sicurezza, ma al contrario, impediscono occasioni di reinserimento sociali che riducono anche la recidiva.
Con la giornata del 14 luglio Antigone vuole quindi creare «un’alleanza aperta, inclusiva» per «invertire il senso della rotta repressiva e meramente custodiale». Per capire e far conoscere ciò che oggi avviene nelle carceri italiane e lombarde «è necessario visitarle come ci ha insegnato uno dei nostri padri costituenti, Piero Calamandrei». A Milano le delegazioni sono pronte a entrare a San Vittore, Opera e Bollate, nella speranza che questo gesto semplice, ma di grande impatto, possa davvero avviare decisioni e azioni nel rispetto della dignità delle persone, che stanno scontando una pena e non devono essere ulteriormente vessate.





