C’è una piccola chiesa antica a Lurago Marinone, che merita di essere conosciuta anche al di là del suo territorio. È quella dedicata a San Giorgio, che un tempo fu la prima parrocchiale del borgo brianzolo, nonostante ancora oggi sorga in posizione piuttosto defilata e appartata, eretta già in epoca longobarda su un’area da sempre considerata sacra (come testimoniano i reperti archeologici in essa ritrovati, databili al terzo millennio avanti Cristo). Per questo ne parliamo sul nuovo numero del mensile diocesano Il Segno, in uscita domenica prossima, con un ampio servizio fotografico.
Tra i diversi, interessantissimi affreschi che decorano la chiesetta, ce n’è uno, in particolare, databile alla fine del XIV secolo che ha attirato la nostra attenzione per la sua singolarità. Si tratta della figura di un pontefice, riconoscibile dal triregno, che con una mano stringe una croce astile, mentre con l’altra regge come una «scatola» – probabilmente un’urna di pietra, cioè un reliquiario – al cui interno si vedono due santi in miniatura, quasi fossero dei «bambolotti»: poiché uno tiene due chiavi e l’altro la spada, non esitiamo a riconoscere in queste figure i santi Pietro e Paolo, dei quali nei prossimi giorni ricorre la memoria liturgica.
Da questi elementi è possibile identificare il papa qui ritratto, che è dunque Urbano V, che nel 1369 rinvenne le ossa delle teste dei due Apostoli nel Sacta Sanctorum a Roma, traslandone quindi nella vicina basilica del Laterano. Per l’occasione fece realizzare due preziosi reliquiari, collocandoli quindi in cima al ciborio della cattedrale romana, dove ancora oggi possono essere ammirati (anche se i busti attuali d’argento sono quelli forgiati agli inizi dell’Ottocento dal celebre Valadier, orafo e architetto, in sostituzione di quelli originali, fusi in seguito alle vicende napoleoniche).
L’immagine di Urbano V che mostra le teste di Pietro e Paolo ha una certa diffusione in Italia centrale e meridionale, soprattutto sul finire del Trecento e per tutto il Quattrocento. Ma è decisamente meno presente in Italia settentrionale. Per la Diocesi di Milano, in particolare, l’affresco di Lurago Marinone potrebbe essere l’unica attestazione del genere giunta fino a noi.
Papa Urbano V è stato proclamato beato solo in epoca moderna, da Pio IX nel 1870, nel quinto centenario della morte. E anche l’affresco luraghese, infatti, ce lo presenta con un’insolita aureola raggiata, a sottolinearne la fama di santità, seppur non ancora riconosciuta «ufficialmente». Subito dopo la sua scomparsa, infatti, divenne oggetto di una sentita devozione popolare, sia nel ricordo della sua vita religiosa esemplare, ricca di episodi di carità e di misericordia; sia come strenuo difensore del primato di Roma come sede e cuore della Chiesa cattolica, negli anni della cattività avignonese.



