Il 20 ottobre 1526 a Milano una grande folla era accorsa davanti al rivellino del Castello sforzesco. Quel giorno, infatti, sarebbe stata giustiziata pubblicamente una giovane donna, bella, ricca, famosa, condannata a morte perché riconosciuta colpevole dell’assassinio del suo ex amante. Lei si chiamava Maria Bianca Gaspardone, ma era a tutti nota come la contessa di Challant. Il suo volto è ritratto in una delle chiese più importanti della città. La sua storia, invece, tragica e sventurata, che parla di potere e di sentimenti, è stata narrata da uno scrittore dell’epoca, il frate Matteo Bandello, venendo poi ripresa in romanzi e opere teatrali (come quella firmata da Giacosa nel 1891, con Eleonora Duse protagonista). Così che ancora oggi, a 500 anni da quei fatti, sembra più viva che mai.
Maria Bianca era nata a attorno al 1500 a Casale Monferrato, figlia unica di Giacomo Gaspardone, facoltoso mercante e tesoriere del marchesato. Sua madre, Margherita degli Invinziati, era considerata una delle donne più belle del suo tempo.
Nel 1513 Maria Bianca giovanissima andò sposa a Ermes Visconti, di vent’anni più vecchio, trasferendosi quindi a Milano. Fu un matrimonio in pompa magna, a lungo ricordato in città. Durò tuttavia solo sei anni, senza la nascita di figli. Il Visconti, infatti, fu accusato di cospirazione e condannato a morte.
A 20 anni la Gaspardone era già vedova, bellissima e titolare di una fortuna colossale. Maria Bianca sposò in seconde nozze Renato conte di Challant, al quale, tuttavia, più che la bella moglie interessava la carriera, tanto che sparì subito al seguito del re di Francia.
La giovane sposa, di animo ardente e di spirito libero, come raccontano, si stufò presto della solitaria, seppur agiata, vita tra i castelli valdostani e si spostò in terra pavese, dove conobbe il conte Ardizzino Valperga, che divenne il suo amante. Tuttavia, impegnato anch’egli in battaglie e missioni diplomatiche, fu presto soppiantato nel cuore di Maria Bianca, che nel frattempo era tornata nell’amata Milano, da un nobile napoletano, Roberto Sanseverino conte di Caiazzo.
Il Valperga, a questo punto, si vendicò della contessa di Challant infamandola in pubblico. Al punto che Maria Bianca convinse un altro suo amante, lo spagnolo Pietro Cardona, a metterlo a tacere.
Valperga infatti venne ucciso in un agguato. L’omicida fu subito arrestato, mentre la contessa di Challant veniva condannata a morte per decapitazione, come mandante. Il Bandello nel suo racconto scrive che chi vuole vedere il suo volto deve recarsi in San Maurizio al Monastero Maggiore a Milano, in corso Magenta. Il dipinto in questione per lungo tempo è stato individuato nella santa Caterina d’Alessandria che sta per essere decapitata, opera di Luini. Ma recenti indagini suggeriscono invece che Maria Bianca sia raffigurata nella nobildonna inginocchiata sul tramezzo, con ancora indosso il ricco abito delle nozze con il Visconti.



