di Maria Teresa ANTOGNAZZA
Redazione

Busto Arsizio offre al mondo i suoi tesori. E lo fa con un documento straordinario, in occasione della conclusione delle celebrazioni per i quattrocento anni della posa della prima pietra della Basilica di San Giovanni Battista.
Si tratta di un documentario, per la prima volta in Italia realizzato anche in alta definizione, attraverso il quale lo spettatore è guidato in un affascinante viaggio attraverso la storia, l’arte, la cultura, la religione e la musica, alla scoperta appunto di quattro grandi tesori della città più popolosa del Varesotto: la Basilica di San Giovanni Battista, il Santuario di Santa Maria di Piazza, il Codice liturgico medievale di Busto (che risale all’anno 875 dopo Cristo) e la musica del maestro Uto Ughi e dei Filarmonici di Roma. Il cofanetto, che contiene dvd e blu-ray disc, nasce da un’intuizione della parrocchia di San Giovanni Battista ed è stato realizzato grazie al contributo del Comune e alla straordinaria abilità tecnica della “PolarStream Multimedia”, una dinamica società di Busto Arsizio.
Il viaggio dunque ha inizio e, dopo la presentazione del prevosto monsignor Franco Agnesi e del sindaco Gigi Farioli, porta nei cieli della città, guadagnata dall’alto grazie all’elicottero della Guardia di Finanza, da dove le due maestose chiese, all’interno di un fitto reticolo di strade, case e palazzi, appaiono in tutto il loro splendore. Una sensazione che si amplifica quando la telecamera porta virtualmente lo spettatore all’interno della Basilica e poi di fronte al gioiello rinascimentale rappresentato dal Santuario di Santa Maria, dove fin dal Cinquecento è ospitata la statua della Madonna dell’aiuto, oggetto di grande devozione dei bustesi. E il virtuale “libro delle meraviglie”, si apre infine su una delle pagine più straordinarie e inedite: il cosiddetto Codice da Busto, l’antico e prezioso documento liturgico, rarissimo esempio di evangeliario utilizzato per le celebrazioni ambrosiane, un manoscritto risalente all’anno 875, che richiama addirittura l’epoca longobarda.
Ma la cornice più affascinante che racchiude la scoperta dei tesori di Busto Arsizio è certamente la musica, con le note del maestro bustese Uto Ughi, “mago del violino”, che per la prima volta in assoluto vengono fissate su un supporto informatico in alta definizione. Busto Arsizio offre al mondo i suoi tesori. E lo fa con un documento straordinario, in occasione della conclusione delle celebrazioni per i quattrocento anni della posa della prima pietra della Basilica di San Giovanni Battista.Si tratta di un documentario, per la prima volta in Italia realizzato anche in alta definizione, attraverso il quale lo spettatore è guidato in un affascinante viaggio attraverso la storia, l’arte, la cultura, la religione e la musica, alla scoperta appunto di quattro grandi tesori della città più popolosa del Varesotto: la Basilica di San Giovanni Battista, il Santuario di Santa Maria di Piazza, il Codice liturgico medievale di Busto (che risale all’anno 875 dopo Cristo) e la musica del maestro Uto Ughi e dei Filarmonici di Roma. Il cofanetto, che contiene dvd e blu-ray disc, nasce da un’intuizione della parrocchia di San Giovanni Battista ed è stato realizzato grazie al contributo del Comune e alla straordinaria abilità tecnica della “PolarStream Multimedia”, una dinamica società di Busto Arsizio.Il viaggio dunque ha inizio e, dopo la presentazione del prevosto monsignor Franco Agnesi e del sindaco Gigi Farioli, porta nei cieli della città, guadagnata dall’alto grazie all’elicottero della Guardia di Finanza, da dove le due maestose chiese, all’interno di un fitto reticolo di strade, case e palazzi, appaiono in tutto il loro splendore. Una sensazione che si amplifica quando la telecamera porta virtualmente lo spettatore all’interno della Basilica e poi di fronte al gioiello rinascimentale rappresentato dal Santuario di Santa Maria, dove fin dal Cinquecento è ospitata la statua della Madonna dell’aiuto, oggetto di grande devozione dei bustesi. E il virtuale “libro delle meraviglie”, si apre infine su una delle pagine più straordinarie e inedite: il cosiddetto Codice da Busto, l’antico e prezioso documento liturgico, rarissimo esempio di evangeliario utilizzato per le celebrazioni ambrosiane, un manoscritto risalente all’anno 875, che richiama addirittura l’epoca longobarda.Ma la cornice più affascinante che racchiude la scoperta dei tesori di Busto Arsizio è certamente la musica, con le note del maestro bustese Uto Ughi, “mago del violino”, che per la prima volta in assoluto vengono fissate su un supporto informatico in alta definizione.

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