Si inaugura questa sera, alla presenza del cardinal Tettamanzi, la prima delle 24 mostre che, fino al 2015, presenteranno per la prima volta al pubblico tutti i disegni del maestro toscano raccolti nello straordinario Codice Atlantico.

di Luca FRIGERIO
Redazione

«Ho modi di ponti leggerissimi, e forti, et atti a trasportare ». Così Leonardo incomincia la sua lettera-curriculum indirizzata a Ludovico il Moro. È il 1482, e mentre i suoi amici e colleghi come Botticelli, Ghirlandaio, Perugino e Signorelli sono chiamati a Roma ad affrescare le pareti della Cappella Sistina appena costruita, il trentenne artista toscano si rivolge invece all’ambizioso duca di Milano, presentandogli dettagliatamente le sue qualità professionali. E dei dieci punti elencati, i primi nove sono tutti dedicati all’ingegneria e alla tecnologia militare, idraulica e civile… Non sorprende, allora, che tanta parte dei disegni confluiti nel più grande dei codici leonardeschi, quello «Atlantico» conservato dalla Biblioteca Ambrosiana a Milano, siano relativi proprio a studi e progetti di architettura militare. Nè stupisce, di conseguenza, che la prima delle ben 24 mostre che nei prossimi sei anni presenteranno per intero l’oceanica raccolta milanese del Da Vinci abbia per titolo, appunto, «Fortezze, bastioni e cannoni». Una “prima” in assoluto, che prenderà il via giovedì 10 settembre, alla presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi, con una duplice esposizione: presso la stessa Biblioteca Ambrosiana e nella Sacrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie, a pochi passi, cioè, dal celeberrimo Cenacolo. «Ho modi di ponti leggerissimi, e forti, et atti a trasportare ». Così Leonardo incomincia la sua lettera-curriculum indirizzata a Ludovico il Moro. È il 1482, e mentre i suoi amici e colleghi come Botticelli, Ghirlandaio, Perugino e Signorelli sono chiamati a Roma ad affrescare le pareti della Cappella Sistina appena costruita, il trentenne artista toscano si rivolge invece all’ambizioso duca di Milano, presentandogli dettagliatamente le sue qualità professionali. E dei dieci punti elencati, i primi nove sono tutti dedicati all’ingegneria e alla tecnologia militare, idraulica e civile… Non sorprende, allora, che tanta parte dei disegni confluiti nel più grande dei codici leonardeschi, quello «Atlantico» conservato dalla Biblioteca Ambrosiana a Milano, siano relativi proprio a studi e progetti di architettura militare. Nè stupisce, di conseguenza, che la prima delle ben 24 mostre che nei prossimi sei anni presenteranno per intero l’oceanica raccolta milanese del Da Vinci abbia per titolo, appunto, «Fortezze, bastioni e cannoni». Una “prima” in assoluto, che prenderà il via giovedì 10 settembre, alla presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi, con una duplice esposizione: presso la stessa Biblioteca Ambrosiana e nella Sacrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie, a pochi passi, cioè, dal celeberrimo Cenacolo. Fra tradizione e innovazione I 45 fogli presentati in questa prima rassegna, curata da uno dei massimi esperti di cose leonardiane, Pietro Marani, documentano così l’evoluzione del pensiero architettonico e scientifico di Leonardo riguardo l’arte delle fortificazioni, in un arco cronologico di oltre trent’anni, che va dal suo arrivo alla corte sforzesca fino all’estremo soggiorno francese (gli ultimi disegni, infatti, possono essere fatti risalire a pochi mesi prima della morte). Tra i disegni esposti e commentati, infatti, troviamo ad esempio gli studi del maestro toscano per lo stesso castello milanese di Porta Giovia, per le fortificazioni di Piombino, per il maniero reale di Romorantin in Francia, e tanti altri. Schizzi, appunti e veri e propri progetti in cui emerge tutto il genio di Leonardo, in bilico fra scienza e arte, nell’efficace applicazione di consolidate soluzioni come nelle inedite invenzioni. Ne risultano, così, proposte non solo teoriche ma anche efficacemente pratiche, dove le fortezze assumono forme circolari dagli alzati smussati o curvilinei, oppure fortificazioni di pianta stellare che anticipano il modello del bastione cinquecentesco: accorgimenti innovativi che tengono conto, soprattutto, del potenziamento intervenuto, nell’ultimo scorcio del XV secolo, nel settore delle armi da fuoco. Il novello Archimede… Lo stesso Leonardo, del resto, per la gioia dei suoi bellicosi mecenati, si applicò anche allo studio di cannoni, bombarde e mortai, come i fogli del Codice Atlantico raccontano. È il caso, ad esempio, di un cannone a vapore, l’Architronito, che il Da Vinci avrebbe ripreso addirittura da un’idea di Archimede; o di un “obice” navale in grado di riversare sulle imbarcazioni nemiche un’impressionante quantità di fumogeni e di esplosivi, pur essendo manovrabile da un unico addetto; o ancora di come regolare la traiettoria dei proiettili attraverso l’uso di una culatta mobile posteriore nei cannoni… Questa mostra, come le prossime che seguiranno a cadenza trimestrale fino al 2015, è stata resa possibile dalla sfascicolatura del monumentale codice dell’Ambrosiana (ben 1119 fogli!), un’operazione “coraggiosa”, ritenuta necessaria dalla maggior parte degli esperti per una migliore conservazione delle carte leonardesche, che ora possono essere presentate nella loro interezza anche al grande pubblico. A proposito: fra i documenti esposti, i visitatori potranno vedere anche quella celebre missiva di “presentazione” di cui si parlava all’inizio… Due le sedi espositive – La presentazione degli oltre mille fogli che costituiscono il Codice Atlantico avverrà in sei anni con una serie di mostre (una nuova ogni tre mesi) allestite in due prestigiose sedi espositive di Milano: la sala Federiciana presso la Biblioteca Ambrosiana (piazza Pio XI) e la Sacrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie (via Caradosso). Sono già aperte le prenotazioni online per la prima mostra (info: sito ufficiale) – Intervento del card. Tettamanzi all’inaugurazione della mostra (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1433/Inaugurazione_mostra_Leonardo.doc)

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