Lo scrittore ci presenta un Gesù inserito nella storia reale della terra di Palestina. Ma tutte le informazioni su di lui sono penultime. Manca quella annunciata e ancora differita: la fine del frattempo, tra la sua prima vita, provvisoria, e la seconda, la definitiva.Un libro per chiunque non intenda smettere di cercare e per chi crede che di Gesù non si sappia mai abbastanza.

di Silvio MENGOTTO
Redazione

Penultime notizie circa Ieshu/Gesù sta avendo un successo editoriale straordinario, confermando la meritata fama di un autore impegnato, autodidatta, nella lettura della Bibbia e del Vangelo. In poche settimane sono state vendute oltre cinquemila copie. Penultime notizie circa Ieshu/Gesù sta avendo un successo editoriale straordinario, confermando la meritata fama di un autore impegnato, autodidatta, nella lettura della Bibbia e del Vangelo. In poche settimane sono state vendute oltre cinquemila copie. Alpinista dell’impossibile Erri De Luca lo si potrebbe definire l’alpinista dell’impossibile. Un non credente che rimane affascinato dal mistero e dai suoi interrogativi. Un libro di poche pagine ma denso di approfondimenti, sfumature, di accostamenti all’oggi. Dalla lettura emergono tre sentieri che l’autore affronta con passione: l’amore, la non violenza, schegge di anticipazione del Paradiso sulla terra. Lo sguardo dell’autore sale in alto per contemplare il basso da una diversa prospettiva la vita di Gesù nella convinzione, dice l’autore, che tutte le informazioni su Gesù: «sono penultime. Manca quella annunciata e ancora differita: la fine del frattempo, tra la sua prima vita, provvisoria, e la seconda, la definitiva. Il tempo della cristianità dopo di lui (Gesù) è prolunga di supplementari, in attesa di compiersi del tutto». La stessa scrittura ha un percorso alpinistico. Dal basso l’uomo, masticando la Parola, sale in alto verso la cima dove Dio, nella storia, è sceso in basso facendosi uomo. Per questo, dice l’autore, che: «gli alpinisti s’infilano nel vicolo cieco di una cima. Anche se da lì si affaccia la più ampia vista, la cima è un vicolo cieco, sbarrato, da dove non si può proseguire oltre e si deve tornare». L’amore, più forte di tutto Anche nei tempi supplementari soffia il vento fondamentale dell’amore che l’autore definisce una: «incomprensibile energia per la quale più si spende, più se ne riproduce nelle fibre. Al contrario, chi lo risparmia lo spreca, se lo ritrova inutile e marcito». In pillole l’amore si moltiplica per divisione: «chi da tutto in amore non si ritrova sul lastrico, ma più fornito di prima». L’amore annunciato e praticato di Gesù ha superato il mare degli idoli che popolavano le sponde del Mediterraneo i quali, nel loro egocentrico narcisismo, non condividevano nulla e separavano tutto. L’amore può affrontare la prova lacerante dei deserti della nostra epoca che sono, precisa l’autore, i rovesci umani e quelli esistenziali: «Deserto è stato il mondo intorno alla Bosnia e gli sforzi delle persone di buona volontà che hanno attraversato i recinti dell’isolamento sono state carovane sottili, un rigo appena che sottolinea il vuoto. Deserto è il campo di concentramento in cui stiviamo i pellegrini che scavalcano il mare, le frontiere, la notte». Non violenza attiva Per capire la sconvolgente non violenza attiva, non passiva, di Gesù l’autore ricorda che la Palestina era una terra colonizzata dalla più grande potenza politica, economica e militare straniera dell’epoca. La croce romana era lo strumento di tortura e di morte dei romani. Per gli ebrei monoteisti trovarsi l’effige di Giove sul tempio di Gerusalemme era uno scandalo blasfemo, una sfida aperta alla loro fede. Come dice Erri De Luca: «l’occupazione militare era un’ulcera per l’anima ebraica». Tra gli ebrei c’era grande attesa nei confronti di Gesù che, nella settimana di Pasqua, viene portato trionfalmente a Gerusalemme a cavallo di un’asina. Nella cultura ebraica l’asina era considerata una cavalcatura regale, di un re. Gesù, sconvolgendo tutti, disarma l’attesa e muore crocifisso come un pericoloso malfattore. La sua parola, il suo amore, si dimostrerà più efficace delle armi. Oggi, come nel futuro, per l’autore le parole di Gesù: «muovono e commuovono». Roberto Saviano, scrittore partenopeo di “Gomorra”, dice che «la bellezza toglie spazio all’inferno» rivelandosi una via verso il Paradiso. Proprio sul Paradiso la riflessione dell’autore è acuta. Erri De Luca è convinto che, se pur in piccola scala, sia possibile: «in circostanze minime, in brevi momenti, anticipare quel luogo. Oggi lo possiamo trovare dentro a un ospedale di brava gente nostrana in certi posti dell’Africa, o magari nel comportamento eroico di qualche sacerdote in una parrocchia sgangherata». Erri De Luca, Penultime notizie circa Ieshu/Gesù, Edit. Messaggero, Padova, 2009, pp. 95, Euro 5.00

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi