Riceviamo e pubblichiamo una lettera di una dei responsabili dell'«Associazione Rosa Bianca», movimento nato in Italia alla fine degli anni Settanta, che prende posizione rispetto all'uso del medesimo nome fatto da una nuova componente politica. Per un approfondimento, proponiamo inoltre una serie di articoli sul gruppo originario della «Rosa Bianca», nato da alcuni universitari tedeschi che cercarono di contrapporsi al nazismo.


Redazione

29/02/2008

Gentile direttore,

Sono una lettrice del Suo giornale. Le chiedo di dare rilievo ad una storia che sui giornali non ha trovato uno spazio adeguato e che riguarda la "Rosa Bianca" italiana.

La "Rosa Bianca" non è il nome di un neonato movimento politico, partorito dalla mente di Baccini, Pezzotta e Tabacci. E’ il nome di un’associazione di cultura e impegno politico, che è viva e operante in Italia da circa trenta anni.

L’associazione "Rosa Bianca", pur ispirandosi nella scelta delle parole di presentazione anche ad una nota poesia del sudamericano Josè Marti e nel simbolo ad una rosa bianca con una colomba al posto del bocciolo, prese il nome dal gruppo di studenti tedeschi, che si opposero, fino al martirio, al regime nazista per difendere l’ideale di libertà e di dignità di tutti gli esseri umani.

L’ispiratore della nascita della Rosa Bianca italiana fu il giornalista scrittore Paolo Giuntella, alla fine degli anni settanta. La prima iniziativa pubblica risale al convegno di Pisa "Riamare la politica" organizzato nel 1980 e l’ultima è del 4 febbraio 2008: la presentazione, a Milano, con la partecipazione della sorella Anneliese Graf, della biografia di Willi Graf (uno degli studenti tedeschi decapitati nel 1943), edita da Il Margine.

Nel 1988 veniva formalmente costituita l’associazione Rosa Bianca , che dopo tanti anni di organizzazione di convegni, incontri estivi di formazione politica, incontri di spiritualità, numerosissime pubblicazioni, il 9 giugno 2000 registrava anche un sito con il nome a dominio www.rosabianca.org.

L’iniziativa Baccini, Pezzotta e Tabacci ha creato una gravissima confusione tra l’identità, la storia trentennale e la reputazione dell’associazione Rosa Bianca e il movimento politico cosiddetto "Una Rosa per l’Italia – Libertà e Solidarietà", confusione aggravata dal fatto che il nome del sito è stato copiato e i contenuti saccheggiati.

L’associazione ha fatto ogni passo, in via amichevole, per far desistere i fondatori del partito dall’usurpazione del nome e dal furto di una storia e di un’identità. E’ stato tutto inutile e la stessa associazione è stata costretta a valutare l’utilizzo di altri strumenti di tutela del proprio nome e, indirettamente, di quello, glorioso, della "Rosa Bianca" tedesca, che -si noti- in Germania nessuno si è mai permesso di associare ad un partito politico.

Nonostante la decisione di chiamare il movimento politico "Una Rosa per l’Italia, Libertà e Solidarietà", i fondatori vengono continuamente definiti segretario o presidente della Rosa Bianca, senza peraltro nessuna loro smentita pubblica. Inoltre le loro attività, i sondaggi e le notizie, vengono tutte attribuite alla definizione semplificata della Rosa Bianca, facilitata dalla scelta di inserire nel simbolo del movimento una rosa bianca.

Confido che il Suo giornale possa contribuire a mettere ordine in questa confusione, se non altro utilizzando solo il nome "La Rosa per l’Italia" ogni volta che si faccia riferimento alla nuova formazione politica.

Con i più vivi ringraziamenti per la Sua attenzione.

Milena Lonati
per l’Associazione Rosa Bianca

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