Riparte il concorso di scrittura riservato a racconti di migranti in Italia, giunto alla settima edizione. Lavori da inviare entro il 19 aprile


Redazione

16/01/2009

“Vorrei che i nostri figli… Quale futuro per i figli dell’immigrazione in questo Paese” – uno scritto su come ci si immagina sarà la società italiana nel prossimo futuro – è il titolo del concorso di scrittura riservato agli stranieri immigrati “Immicreando”, organizzato dalla Diocesi ambrosiana (attraverso il Servizio per la pastorale dei migranti) e dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla miltietnicità).

Con il premio si intende attribuire un riconoscimento alla creatività degli stranieri, espressa nella forma della scrittura. La partecipazione è aperta a tutti coloro che, provenendo da Paesi esteri, hanno vissuto e vivono in Italia la propria storia di immigrazione. I lavori, che dovranno essere inediti, dovranno essere inviati entro il 19 aprile 2009 al Servizio per la pastorale dei migranti (piazza Fontana 2 – 20122 Milano).

Il concorso, arrivato alla settima edizione, prevede che vengano premiati tre racconti, scelti da una giuria di esperti composta da docenti universitari, studiosi e rappresentanti della Fondazione Ismu e del Servizio diocesano per la pastorale dei migranti. La giuria stabilirà i primi tre classificati, cui sarà consegnato un riconoscimento in denaro nel corso della Festa delle Genti del prossimo 31 maggio.

“Immicreando 2009” è stato lanciato durante la messa dell’Epifania con i migranti in Duomo. «L’iniziativa – spiega don Giancarlo Quadri, responsabile del Servizio diocesano per la pastorale dei migranti – vuole dare voce ai migranti attraverso i loro racconti: è un’iniziativa di tipo “culturale”, che speriamo possa aiutare in quel percorso di integrazione che tutti auspichiamo, ma che sembra ancora lontano».

Presso l’ufficio della Pastorale dei migranti, con eventuale offerta libera, è possibile avere il volume che raccoglie le opere vincitrici e finaliste dei concorsi dal 2003 al 2006, “Immicreando”. Racconti e poesie di migranti, particolarmente apprezzato per l’originalità. Le prime tre edizioni del concorso ponevano al centro Milano, letta, interpretata e osservata da angolazioni sempre diverse.

«Meritano un adeguato stimolo e un convinto sostegno – aveva affermato l’Arcivescovo in occasione di una scorsa premiazione del concorso -, le associazioni etniche e interetniche, le manifestazioni di carattere culturale, gli scambi di esperienze reciproche, le scuole di italiano per stranieri e gli aiuti all’inserimento, i concorsi – tra i quali il concorso “Immicreando” – e tutte le altre espressioni che sono in grado di valorizzare l’apporto di carattere letterario, artistico e figurativo dei migranti».

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