Sede della quarta catechesi quaresimale dell'arcivescovo, il fonte battesimale della chiesa dei Santi Agostino e Monica a Valleambrosia di Rozzano richiama, nelle forme della modernità, quello ambrosiano di San Giovanni alle Fonti.


Redazione

04/03/2008

Nel dicembre 2004 è stata portata a compimento la costruzione, su progetto dell’arch. Raffaele Selleri, della chiesa dedicata ai Santi Monica e Agostino nella frazione Valleambrosia di Rozzano. Nello sviluppo sostanzialmente longitudinale della chiesa si sono ricavati, quasi a mo’ di transetto, gli spazi liturgici dedicati alla cappella per la riposizione dell’Eucarestia e la preghiera personale e l’aula del Battistero. I due spazi mantengono la caratteristica di restare in qualche modo riservati alla vista; si distinguono però tra di loro con chiarezza, pur essendo posizionati simmetricamente opposti rispetto all’aula centrale.

L’area del battistero, pur direttamente prospiciente l’aula della celebrazione eucaristica, è chiaramente separata da una balaustra in vetro sabbiato. La differenza viene inoltre marcata dalla diversa quota dei piani della costruzione. L’ingresso diretto al Battistero si trova su un piano più basso rispetto a quello della chiesa ed è da una porta rivolta a occidente che marca il percorso processionale di ingresso nelle celebrazioni per i catecumeni; nella processione della veglia pasquale; nella memoria del battesimo durante la liturgia del matrimonio.

Sul piano inferiore del Battistero è situata una grande vasca ottagonale. La forma richiama immediatamente la memoria del battesimo di Agostino, santo titolare della chiesa, nel battistero milanese di San Giovanni alle fonti. Utilizzando con maestria un prezioso accostamento di colori su vetro e resina, l’artista Giuliano Giuman riesce a esprimere con forza il riferimento al fonte come sepolcro nel quale si compie la chiamata ad una nuova nascita.

Per la celebrazione del battesimo degli infanti è stato realizzato inoltre un fonte alla sommità di un parallelepipedo in marmo di Carrara. Il raccordo tra il fonte e la vasca ottagonale è realizzato a cascata su un dislivello di ottanta centimetri attraverso il rapido susseguirsi di lastre di vetro dipinto che accompagnano lo scorrere dell’acqua viva. Accanto alla porta di ingresso trova collocazione il luogo per la celebrazione del sacramento della riconciliazione. Seguendo il percorso inverso all’ingresso in chiesa il penitente che già fa parte della comunità “discende” i tre gradini che lo portano al piano inferiore, in corrispondenza del fondo della vasca battesimale.

La luce zenitale sopra la vasca del battistero viene filtrata dalla grande lastra di vetro “a gran fuoco” che nel richiamo cromatico e del tratto allude al segno della Croce e dello Spirito. Sul fondo della vasca, nascosto tra i riflessi dell’acqua, si distingue il Cristogramma. Le lettere greche che lo compongono richiamano nel loro intreccio la stilizzazione massima della Croce. Nel fondo delle acque della morte incontri Cristo e conosci la salvezza . Sopra la porta di ingresso la luce calda dei pannelli della grande vetrata viene attraversata dal distendersi di un riflesso bianco . Con la stessa meraviglia attendiamo noi stessi che si squarci il velo che ci separa dall’incontro col Padre.

(testo tratto da 15 battisteri della diocesi di Milano, edizioni Centro Ambrosiano)

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