RITI INIZIALI

Il sacerdote, entrando dal malato, rivolge a lui e a tutti i presenti un fraterno saluto. Lo può fare con queste parole o con altre simili:

Pace a questa casa e a quanti vi abitano.

 

Poi, deposto il Santissimo sulla mensa, lo adora insieme con i presenti.
Lo può fare con l’antifona seguente o con altre formule, osser­vando però sempre un breve silenzio.

O sacro convito, in cui Cristo è nostro cibo,
si perpetua il memoriale della sua Pasqua,
l’anima nostra è colmata di grazia,
e ci è dato il pegno della gloria futura.

Quindi, secondo l’opportunità, asperge con l’acqua benedetta l’infermo e la stanza, dicendo la formula seguente:

Ravviva in noi, Signore,
nel segno di quest’acqua benedetta,
il ricordo del Battesimo
e la nostra adesione a Cristo Signore,
crocifisso e risorto per la nostra salvezza.

Se necessario, il sacerdote ascolti la CONFESSIONE SACRAMENTALE dell’infermo.

Quando l’infermo non fa durante il rito la confessione sacramentale o quando vi sono altri che desiderano comunicarsi, il sacerdote invita l’in­fermo e i presenti a fare l’ATTO PENITENZIALE con queste parole o con altre simili:


Fratelli, riconosciamo i nostri peccati
e chiediamo il perdono del Signore
per esser degni di partecipare a questo santo rito
insieme al nostro fratello infermo.

Si fa una breve pausa di silenzio.
_____________________________________________________

1a formula.
Poi tutti insieme fanno la confessione:

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli,
che ho molto peccato
in pensieri, parole, opere e omissioni,

e, battendosi il petto, dicono:

per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.

E proseguono:

E supplico la beata sempre vergine Maria,
gli angeli, i santi e voi, fratelli,
di pregare per me il Signore Dio nostro.
_____________________________________________________

2a formula.
Poi il sacerdote dice:

V. Pietà di noi, Signore.
R. Contro di te abbiamo peccato.
V. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
R. E donaci la tua salvezza.
_____________________________________________________

3a formula.
Poi il sacerdote o uno dei presenti dice le invocazioni seguenti o altre simili:

Tu, che nel tuo mistero pasquale
ci hai meritato la salvezza,
Kýrie, eléison

R. Kýrie, eléison.

Tu, che nelle nostre sofferenze
rinnovi sempre le meraviglie della tua beata passione,
Kýrie, eléison

R. Kýrie, eléison

Tu, che con la comunione al tuo corpo
ci rendi partecipi del tuo sacrificio,
Kýrie, eléison.

R. Kýrie, eléison
_____________________________________________________

Il sacerdote conclude:

Dio onnipotente abbia misericordia di noi,
perdoni i nostri peccati,
e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

LETTURA DELLA PAROLA DI DIO

A questo punto, secondo l’opportunità, uno dei presenti o lo stesso sacerdote può leggere un brano della sacra Scrittura, come, per esempio, uno dei seguenti che si può introdurre con queste parole o con altre simili:

Dice il Signore:

Gv 6, 51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno
e il pane che io darò è la mia carne
per la vita del mondo.

Oppure:

Gv 6, 54-55
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo
e il mio sangue vera bevanda.

Oppure: 

Gv 6, 54-58
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo
e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me
e io vivo per il Padre,
così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo,
non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono.
Chi mangia questo pane, vivrà in eterno.

Oppure: 

Gv 14, 6
Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Oppure: 

Gv 14, 23
Se uno mi ama, osserverà la mia parola
e il Padre mio lo amerà
e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Oppure: 

Gv 14, 27
Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Oppure: 

Gv 15, 4
Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può far frutto da se stesso
se non rimane nella vite,
così anche voi se non rimanete in me.

Oppure: 

Gv 15, 5
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla.

Oppure: 

1 Cor 11, 26
Ogni volta che mangiate di questo pane
e bevete di questo calice,
voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.

Oppure: 

1 Gv 4, 16
Noi abbiamo riconosciuto e creduto
all’amore che Dio ha per noi.
Dio è amore;
chi sta nell’amore dimora in Dio
e Dio dimora in lui.

Secondo l’opportunità, si può fare una breve spiegazione del brano letto.

RITI DI COMUNIONE

Il sacerdote, o il ministro, invita i presenti a recitare la preghiera del Signore, introducendola con queste parole o con altre simili:

E ora, tutti insieme, rivolgiamo al Padre la preghiera,
che Gesù Cristo nostro Signore ci ha insegnato.

E tutti insieme dicono:

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Il sacerdote fa l’ostensione del Santissimo Sacramento dicendo:

Beati gli invitati alla cena del Signore.
Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.

L’infermo e gli altri che desiderano comunicarsi, dicono:

O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa:
ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

Il sacerdote si accosta all’infermo e gli presenta il Sacramento, dicendo:

Il Corpo di Cristo.        Oppure: Il Sangue di Cristo.

L’infermo risponde:

Amen.

E riceve la Comunione.
Gli altri comunicandi ricevono il Sacramento nel modo solito.

Terminata la distribuzione della Comunione, il sacerdote fa le necessarie abluzioni.

Secondo l’opportunità, si può fare una pausa di sacro silenzio.

Poi il sacerdote dice l’orazione conclusiva:

Preghiamo.

Signore, Padre santo,
la comunione al Corpo [Sangue] del tuo Figlio
protegga e conforti questo nostro fratello,
gli rechi sollievo nel corpo e nello spirito
e sia per lui pegno sicuro di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Padre, che hai portato a compimento
l’opera della nostra redenzione
nel mistero pasquale del tuo Figlio,
fa’ che, annunziando con fede nei segni sacramentali
la sua morte e risurrezione,
sperimentiamo sempre più i doni della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

Infondi in noi, o Dio, lo Spirito del tuo amore,
perché nutriti con l’unico pane di vita
formiamo un cuor solo e un’anima sola.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Padre, che in questo sacro convito
ci rendi partecipi del corpo e sangue del Cristo
santifica la famiglia dei credenti
e rafforzala nel vincolo della carità fraterna.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Dio, che ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza. i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri
ti rendiamo fervide grazie, Signore,
perché a noi ancora pellegrini sulla terra
fai pregustare i beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

Dio onnipotente,
che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre:
la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questo sacramento,
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Dio, che ci hai nutriti
con l’unico pane della vita eterna,
confermaci nel tuo amore,
perché possiamo camminare verso di te
nella vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure NEL TEMPO DI PASQUA:

Infondi in noi, o Padre,
lo Spirito della tua carità,
perché saziati con i sacramenti pasquali,
viviamo concordi nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

O Dio nostro Padre, questa partecipazione
al mistero pasquale del tuo Figlio
ci liberi dai fermenti dell’antico peccato
e ci trasformi in nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Oppure:

Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

RITI DI CONCLUSIONE

Quindi il sacerdote benedice l’infermo e i presenti o tracciando su di essi il segno della croce con la pisside, se ancora vi è il Sacramento, o usando una delle seguenti formule o altre simili:

Dio Padre ti conceda la sua benedizione.
R. Amen.

Cristo, Figlio di Dio,
ti doni la salute del corpo e dell’anima.
R. Amen.

Lo Spirito Santo ti guidi oggi e sempre con la sua luce.
R. Amen.

[E su voi tutti qui presenti,
scenda la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio  X  e Spirito Santo.
R. Amen.]

Oppure:

Il Signore Gesù Cristo sia accanto a te per proteggerti.
R. Amen.

Sia dinanzi a te per guidarti,
sia dietro a te per difenderti.
R. Amen.

Rivolga a te il suo sguardo,
ti assista e ti benedica.
R. Amen.

[E su voi tutti qui presenti,
scenda la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio  X  e Spirito Santo.
R. Amen.]

Oppure:

La benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio  X  e Spirito Santo,
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
R. Amen.

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