
La Fondazione Culturale San Fedele, in collaborazione con la Galleria Giampaolo Abbondio, fino al prossimo 30 maggio presenta la mostra153 Peter Belyi. I silenzi dell’Apocalisse personale dell’artista russo di rilievo internazionale, vincitore di numerosi premi.
Proiettandoci in un tempo post-apocalittico, Belyi ci conduce in un paesaggio simbolico fatto di rovine e memorie perdute. Nella sua ricerca artistica ogni frammento sembra custodire l’eco di un mondo passato che risuona però nel presente, evocando tragedie senza volto, violenze consumate, dolori di un’umanità schiacciata da ideologie ormai crollate. Eppure, non si evidenzia nessun racconto compiuto: la storia resta frammentaria, sospesa tra le pieghe del tempo. Ci si chiede: da dove provengono questi materiali, muti ma impregnati del dolore della storia? Sono i segni di una catastrofe dimenticata, o, più sottilmente, messaggeri di un futuro che ci attende, imminente e incerto? Belyi ci immerge in un abisso, in un silenzio che ci pone al cuore stesso del senso del nostro essere nel mondo. Un monitor rivolto oggi ai potenti del nostro tempo?
La mostra è aperta presso la Galleria San Fedele a Milano (Galleria Hoepli, 3b) da martedì a sabato, dalle 14 alle 18. Ingresso libero.
Per informazioni: centrsanfedele.net.

















