Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo

E' disponibile il n. 3 del 2025 del ‘foglio di collegamento’

P. Giulio Binaghi
Prevosto

Carissimi,
sono numerose le voci che raccontano il Natale. C’è la voce delle tradizioni, dei regali, della pubblicità, dell’arte e della poesia. C’è anche la voce che dell’evento natalizio mette l’accento sui sentimenti e sugli affetti che riuniscono le famiglie. Queste voci, anche se pongono in evidenza qualche aspetto umano, possono diventare fuorvianti e farci rimanere lontani o addirittura estranei alla verità del Natale del Signore.
Per questo, anche a noi che abbiamo donato la vita al Signore è chiesto di andare all’ascolto della Parola di Dio che ci conduce al cuore della festa. A questo proposito offro fraternamente alcune semplici riflessioni.
Natale è Gesù. Gli evangelisti ci annunciano che il Natale è Gesù: il Dio con noi, l’Emmanuele, il più gran-de dono del Padre all’umanità. Allora, davanti al Bambino di Betlemme, siamo sollecitati a confermare la nostra fede, a rinnovare la nostra fede in Colui che ‘è tutto per noi’, secondo le stupende parole di Sant’Ambrogio.
Natale è contemplazione e adorazione del Figlio di Dio «adagiato nella mangiatoia» (Lc 2,16). Frastornati dal chiasso di questi giorni e impegnati nelle incombenze pastorali rischiamo di dare poca importanza e poco tempo al silenzio e alla preghiera, indispensabili per ‘gustare’ e interiorizzare il mistero natalizio, affin-ché il Signore Gesù viva in noi e sia in cima ai nostri pensieri. Contempliamo e adoriamo in compagnia di Maria e di Giuseppe, dei pastori, di tanti nostri fratelli e sorelle e con tutta la Chiesa che nella ricca liturgia ci invita alla preghiera perché «contemplando la gloria di Dio in una creatura visibile, ci sentiamo rapiti dall’amore delle bellezze invisibili» (liturgia ambrosiana).
Natale è gioia: «Vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo…» (Lc 2,10). È la notizia che l’an-gelo nella notte di Betlemme reca ai pastori e anche a noi. E la gioia è data dalla nascita del Salvatore. Gesù è la gioia dell’uomo. Gioia più forte di ogni difficoltà. Gioia da custodire, alimentare e manifestare perché tutti possano vedere che siamo cristiani contenti e lieti discepoli del Signore.
Natale è annuncio. Ce lo insegnano ancora i pastori. I quali ‘dopo averlo visto, riferirono ciò che del bam-bino era stato detto loro’ (Lc. 2, 17). Annunciare Gesù: ecco la missione che il Natale consegna a ogni cri-stiano, ai sacerdoti, ai consacrati, ai coniugi, a tutti i battezzati. Credo che avvertiamo tutti la necessità di annunciare con grande passione il Signore Gesù: «Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono» (Col 1, 17).
Il Natale di questo anno giubilare, ormai al termine, diventi davvero quanto Papa Francesco scriveva nella Bolla di indizione: «Per tutti possa (il Giubileo) essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, ‘porta di salvezza’; con Lui che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale ‘nostra speranza’» (n. 1).
Buon Natale!