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Redazione Diocesi

Nel 1919 la delegazione della Chiesa episcopale protestante d’America, nel suo viaggio di contatto con le varie Chiese, era stata ricevuta in udienza da papa Benedetto XV, il quale, all’invito rivolto alla Chiesa cattolica a partecipare al nascente movimento ecumenico, diede questa risposta:
«…Il Santo Padre, quale successore di Pietro e vicario di Cristo, non ha desiderio maggiore di quello che si formi un solo gregge e un solo pastore… ma l’insegnamento e la pratica della Chiesa cattolica circa l’unità visibile della Chiesa di Cristo erano ben noti a chiunque e, quindi, non era possibile alla Chiesa cattolica partecipare ad un congresso come quello proposto… Egli auspica e prega che (gli altri cristiani) scorgano, con la grazia di Dio, la luce e si riuniscano al capo visibile della Chiesa, dal quale saranno ricevuti a braccia aperte».

La linea della Santa Sede sarà ripresa e, per certi aspetti, resa ancor più intransigente dall’episcopato olandese in occasione dell’assemblea di Amsterdam e da quello americano in occasione di quella di Evanston.
Del resto, la Chiesa cattolica, sia pure con toni più attenuati, rimarrà su queste posizioni anche in due documenti del 1949 e del 1950.

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