Ultima giornata a Barcellona per i giovani ambrosiani in viaggio verso la capitale iberica sede della Gmg.
La Messa nella chiesa di Santa Maria del Mar e le parole significative del cardinale Tettamanzi

di Davide MILANI

È già tempo di partenze per i giovani ambrosiani a Barcellona.
Partenze fisiche verso Madrid, la sede degli eventi culminanti della GMG, dopo due o più giorni dedicati all’incontro: con la città e la Chiesa catalana, con gli altri milanesi, con altri giovani italiani o provenienti dal mondo, con il cardinale Dionigi Tettamanzi.
Una giornata che – prima di riprendere il cammino – i giovani hanno dedicato anzitutto alla Messa e poi alla visita città, alle sue cattedrali, alle case museo di Gaudì, ai suoi parchi. Non era raro – muovendosi per Barcellona – incontrare i ragazzi milanesi pazientemente in coda per le visite culturali o vederli sciamare da un punto all’altro della città.
Lunedì 15 agosto, giorno dell’Assunzione, è anche tempo di partenze spirituali: nella affollata Messa con tutti gli ambrosiani nella Chiesa di Santa Maria del Mar, il cardinale Tettamanzi al termine della celebrazione ha recitato la preghiera di “mandato” per inviare i ragazzi verso l’incontro con il Papa chiedendo che sia un incontro proficuo, decisivo, importante per la vita.
Nella sua omelia, il cardinale aveva già pregato la Madonna per i giovani affinché “accompagni il vostro cammino, vi aiuti ad incontrare Gesù e a riconoscerlo vivo tra di noi, e perché vi renda capaci di annunciare la sua Parola al mondo”.
Ma anche il cardinale stesso è “in partenza”. I ragazzi, su invito discreto del vicario per la Pastorale giovanile della Diocesi monsignor Severino Pagani, hanno risposto con affetto e intensità all’invito a esprimere riconoscenza e gratitudine al cardinale Tettamanzi ormai prossimo alla sua “dipartita” dalla Diocesi di Milano.
La celebrazione eucaristica dell’Assunta, come quella di domenica nella Sagrada Familia, ha avuto i toni gioiosi della festa, pur senza nulla togliere – anzi arricchendo – la serietà e la sacralità del momento.
C’è una preoccupazione per questi giovani nelle parole che il cardinale h speso durante l’omelia: che la loro vita non sia vuota, non venga spesa banalmente. “La festa di oggi chiede ad ogni giovane di fare della vita un’esperienza feconda: capace di coltivare sogni e progetti, capace di desiderare una pienezza di relazioni e di impegni, capace di mettersi in gioco per una Chiesa rinnovata ed un mondo più giusto”.
Il rischio è di cedere al pessimismo che paralizza i giovani, alla noia e al vuoto. Il rimedio contro questi mali per Tettamanzi “è una vita spirituale solida e ordinata, coltivata con perseveranza e fedeltà, anche nei momenti di dubbio e nei giorni di fatica”.
Il cardinale sa di avere davanti giovani generosi, sa che può spronarli e sa che può contare su di loro: “Perché il futuro di ogni giovane, della Chiesa e del mondo, sia gravido di vita e non di solitudine, di ingiustizia, di morte, è necessario che ciascuno di noi, come Maria, coltivi la stessa sollecitudine piena di carità verso gli altri. In un mondo segnato dalla violenza e dall’aggressività, dall’intolleranza e dalla disuguaglianza, lo stesso amore di Maria riduce le distanze e le differenze”.
Per uscire dalla paralisi che sta attanagliando la nostra società, presa nella morsa della crisi economica e morale questi giovani possono portare il proprio decisivo contributo, a partire dalla passione che dimostrano e li anima: “Non dobbiamo rimanere fermi su noi stessi, bloccati sui nostri problemi e su quelli delle nostre comunità, ma muoverci, verso gli altri, mossi dallo Spirito di Gesù che dà la vita e senza il quale tutto diventa arido, le barriere si innalzano, le distanze crescono”.
Difficile agire così – secondo il presule – se ci si lascia contagiare dallo stile di frenesia, fretta, affanno e ansia che spesso si respira.
“Ma questa fretta è giustificata? – ha chiesto Tettamanzi – o non è piuttosto logorante, dispersiva, frammentata?”. Secondo il cardinale la fretta di Maria – celebrata nella festa dell’Assunta – è di tutt’altro spessore: non va di corsa perché assillata dai suoi impegni o dai suoi pensieri, ma perché preoccupata per la cugina Elisabetta”.
Da questo atteggiamento si impara una fretta necessaria che è diventata la consegna in questa ultima giornata a Barcellona dei ragazzi ambrosiani: “Come Maria, incamminiamoci verso l’altro ed usciamo dalle nostre case per entrare in quelle di chi cerca un senso ed una speranza, di chi desidera accoglienza, di chi chiede solidarietà. Il viaggio dell’esistenza è un cammino d’amore; e Maria, madre della carità sollecita, ci conceda la grazia di non restare fermi”.
Ed effettivamente il viaggio dei giovani al termine della Messa è poi ripartito, non prima dell’immancabile incontro a gruppi con il cardinale, occasione per una foto, per il racconto dell’esperienza di questa GMG, per qualche parola personale.
Incontro che per qualcuno è avvenuto letteralmente lungo il percorso del pellegrinaggio che dall’Italia – più precisamente da Cesano Maderno – conduce a Madrid. Messosi anche lui in viaggio, il cardinale Tettamanzi alle porte di Saragozza ha incrociato i giovani che – guidati da don Sergio Massironi e dagli educatori – in bicicletta dalla Brianza stanno raggiungendo la capitale iberica e si è fermato con loro per la serata.

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