Da mercoledì a venerdì i giovani in pellegrinaggio a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù vivono l’esperienza della catechesi con il Vescovo, il silenzio, le confessioni e la Messa. Non mancano le domande dei ragazzi. Nella chiesa di san Pedro Bautista la catechesi del cardinale Tettamanzi

di Davide MILANI

gmg 2011

Senza troppe formalità e timori reverenziali si alzano, chiedono il microfono e pongono la loro domanda al vescovo che ha appena parlato loro. Davanti a migliaia di coetanei, senza il timore tipico di quest’età nell’esporsi pubblicamente su questioni personali, intime. Sono i giovani che stanno partecipando alla Gmg e da mercoledì fino a venerdì vivono – distribuiti in Madrid e nelle città vicine – intense mattinate spirituali. E’ accaduto ieri mattina anche nella parrocchia francescana di San Pedro Bautista ad Alcorcon – una cittadina a 27 chilometri dal centro di Madrid – è capitato in 48 altri punti della città per i 100mila italiani che partecipano all’esperienza e – ancora – in altre 400 tra chiese, padiglioni fieristici e locali parrocchiali per gli altri 500mila giovani del resto del mondo. Dalle 10 alle 14 i pellegrini vivono un’esperienza di ascolto, confronto e preghiera.
“Saldi nella fede”, il titolo della prima catechesi e ad ascoltare il cardinale Tettamanzi in San Pedro Bautista un migliaio di giovani provenienti prevalentemente dalla Diocesi di Cremona.
“La più grande tristezza per l’uomo è la solitudine – ha esordito il cardinale – l’uomo ha bisogno di un respiro che lo porti oltre il proprio limite e il confine delle sue possibilità. Credere significa riconoscere e coltivare il legame con Dio e costruire con lui la propria storia”.
Il cardinale Tettamanzi tocca un tema particolarmente caro ai ragazzi: “La fede esige la libertà. Ma essa chiede di essere educata ed esercitata, custodita, usata bene. La libertà autentica non è mai deresponsabilizzante; è profondamente esigente e fa di un giovane il protagonista del presente e del futuro, e gli consegna anche la certezza che non sarà mai abbandonato a se stesso”.
Ma avere fede in Dio non limita la libertà dell’uomo? La domanda pare stamparsi sui volti dei giovani che ascoltano il cardinale.
“Credere in Dio non limita la nostra libertà, e i comandamenti non impoveriscono la nostra intelligenza. Nell’atto di fede possiamo fare della nostra vita qualcosa di grande e possiamo fare dei nostri sogni qualcosa che si compie”.
E qui le domande dei ragazzi divengono esplicite. Uno dopo l’altro si alzano per interloquire direttamente con il cardinale. Fede, fiducia, “ma – chiede Sonia, 17 anni – come si fa ad essere fiduciosi nel domani, in mezzo al disordine di questi tempi?”. “La stagione della vita che state attraversando è piena di domande, attese, sogni, progetti, ma anche di sfide e inquietudini – ha risposto il cardinale – Siete alle prese con il vostro presente e con il futuro; siete alle prese con la vita. Mettete in gioco le vostre risorse migliori, superate le paure, cercate i legami autentici; affrontate le domande dell’esistenza, sostenete le delusioni, lottate contro la fragilità e l’incertezza per trovare la felicità vera. Come ogni uomo, anche voi siete cercatori di gioia. Diventate “navigatori dell’infinito”.
“E come trovare la propria strada, senza nessuna sicurezza – chiede Andrea, 20 anni – in un momento in cui è difficile individuare punti di riferimento?”. Tettamanzi non si sottrae: «Insistete, e agite con libertà e senso di responsabilità, perché il futuro è nelle vostre mani. Il cambiamento del mondo dipende da voi, dalla vostra capacità di essere diversi, autentici, liberi, e non schiavi dei soliti modelli». Le domande da pubbliche sono diventate personali quando, davanti ad una ventina di sacerdoti, molti ragazzi hanno celebrato la confessione, prima della messa.
Nell’omelia il cardinale riprende alcuni temi ella catechesi e le domande dei ragazzi: “Un giovane sperimenta prima o poi la difficoltà nel condurre la vita dentro la complessità di questi tempi; il domani da costruire sembra inarrivabile, nascosto dalle nebbie dell’incertezza e della confusione; la complessità e le sfide della società, generano paure, solitudini. Anche Dio sembra lontano”.
Ma c’è un aiuto disponibile, spiega Tettamanzi: “Gesù è una mano che si tende. Anche voi, cari giovani, imparate a riconoscerla; non abbiate la presunzione di poter nuotare sempre da soli nelle tempeste della vita. Con coraggio e umiltà afferrate quella mano e fatevi sollevare dalla cura e dalla passione che Gesù ha per ciascuno di voi: raggiungerete così le mète più grandi della vostra esistenza e approderete nei porti che avete sognato”.
E qui l’invito centrale che il cardinale vuole rivolgere ai ragazzi, affinché crescano con una fede vera e libera, non imposta, subita, temuta: “Non abbiate paura di Dio, non vivete con paura la fede. La fede autentica non c’entra nulla con la paura, perché la fede è amore, Dio è amore”.
Sono senza parole padre Gaetano e gli altri religiosi della parrocchia San Pedro Bautista: “Mai vista una partecipazione così attenta e attiva, così interessata – dice il religioso salutando il cardinale al termine della lunga mattinata di preghiera – nonostante il caldo e la scomodità di una Chiesa strapiena e caldissima”.
Ma non sono questi disagi a frenare l’entusiasmo dei giovani pellegrini che al termine della catechesi hanno preso i loro zainetti, pranzato velocemente e si sono tuffati in centro dove – schivata la manifestazione degli indignados, dei laicisti e di tutta una foresta di sigle contro la presenza dei giovani cattolici e del papa – hanno continuato la loro giornata alla scoperta della città.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi