C’è chi alla giornata Mondiale della Gioventù ci sta andando in bicicletta. 1650 i chilometri che da Cesano Maderno devono percorrere i ragazzi accompagnati da don Sergio Massironi. La preghiera il filo conduttore delle giornate. La scoperta della “cattolicità” della Chiesa

di Davide MILANI

gmg 2011

“Sono colpita dall’ospitalità incontrata durante il percorso: dovunque ci stiamo fermando troviamo persone che ci accolgono. Si arriva in una parrocchia e ci sembra di essere nella nostra. E’ bello conoscere questo aspetto della Chiesa”.
Una delle scoperte più comuni ma maggiormente significative che le centinaia di migliaia di giovani stanno compiendo alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid è proprio questa dimensione dell’universalità della chiesa, della sua cattolicità ben espressa dalle parole di Elisa, giovane pellegrina di Cesano Maderno.
Elisa è uno dei 46 coraggiosi e infaticabili pellegrini della cittadina brianzola in viaggio in bicicletta verso Madrid.
Rigorosamente su due ruote il gruppo guidato da don Sergio Massironi e don Alessio Bianchi (con alcuni ragazzi di san Giuseppe dei Morenti in Milano) sta percorrendo i 1620 chilometri che separano Cesano Maderno da Madrid.
Tutti giovani, da 18 a 25 anni, 12 di loro sono ragazze.
A fianco viaggiano tre furgoni per la logistica: uno con la cucina da campo, uno le valigie, uno per le emergenze. Partiti il 1 agosto da casa, a oggi, 17 agosto, hanno vissuto già 16 tappe.
I ragazzi pagano 450 euro ciascuno: 120 per i giorni a Madrid e l’iscrizione alla Gmg, 80 per viaggio di ritorno in pullman, 250 euro per il cibo, le spese organizzative e le offerte lasciate lungo il viaggio per dire grazie dell’ospitalità ricevuta.
Nella tappa di lunedì sera a Saragozza un incontro a sorpresa: li ha raggiunti il cardinale Tettamanzi, anche lui in viaggio da Barcellona (città dove gli ambrosiani hanno vissuto il gemellaggio dal 13 al 15 agosto) a Madrid.
La cena “al campo” insieme, un momento di semplice allegria e la condivisione su quanto questa esperienza sta lasciando ai ragazzi.
“Sarà quando tornerete alla vita quotidiana, a scuola, al lavoro che scoprirete l’importanza di quanto state vivendo e riconoscerete gli insegnamenti che questa avventura vi sta lasciando” ha detto loro il cardinale Tettamanzi.
Non c’erano loro ieri sera a Madrid in piazza del Cibeles insieme agli altri ambrosiani e al mezzo milione di giovani che hanno celebrato la Messa presieduta dall’Arcivescovo di Madrid cardinale Ruoco Varela. L’arrivo previsto nella capitale iberica per i pellegrini ciclisti è per venerdì, lo stesso giorno dell’arrivo del Papa.
“Il programma delle nostre giornate prevede la sveglia alle 5,30 e la partenza un’ora dopo. L’obiettivo è di pedalare per circa 120 chilometri al giorno. Raggiunta la tappa siamo ospitati da una parrocchia che spesso vuol dire un’aula di catechismo per quasi cinquanta persone solo con due bagni. A volte direttamente nella casa del parroco. Dopo il riposo del pomeriggio, la sera preghiamo insieme e celebriamo la Messa. Ci accompagna in questo viaggio la lettura di un paio di capitoli al giorno degli Atti degli Apostoli, narrazione neotestamentaria di un altro pellegrinaggio particolare” spiega don Sergio.
Organizzare un’esperienza così non è stato facile. La macchina organizzativa è partita a gennaio, tutta la logistica, la scelta del percorso, l’organizzazione delle tappe è stata curata dai giovani stessi. Tre le proposte formulate dal decanato di Seveso, cui Cesano fa parte, per partecipare alla Gmg. Don Matteo dal Santo di Cesano e don Cristiano Mauri della pastorale giovanile di Meda sono già a Madrid con 50 giovani. Si stanno muovendo in pullman e prima hanno fatto tappa a Barcellona.
Altri 20 ragazzi arriveranno in aereo venerdì sera: sono coloro che lavorano e non sono riusciti ad avere le ferie prima.
Ma gli occhi di tutti sono per i “ciclisti”.
“Ogni giorno – continua don Sergio – nella bacheca parrocchiale delle tre chiese di Cesano Maderno viene esposto un cartello che aggiorna circa il nostro viaggio. Da casa in molti seguono le brevi cronache che i ragazzi in viaggio pubblicano su Twitter e sul blog dedicato (http://gmg.trinitacesano.it/archives/225). Per sabato sera e domenica nella parrocchia di Binzago verrà addirittura allestito un maxischermo per permettere ai cesanesi di seguire insieme la veglia con il papa e di essere simbolicamente uniti ai propri ragazzi. Il nostro viaggio ha contagiato tutta la città”.
Positive fin qui le reazioni dei ragazzi impegnati nel pellegrinaggio in bici. Elena: “Stiamo vivendo un’esperienza di amicizia intensa, in un modo che non ci aspettavamo. La fatica quotidiana sta mostrando l’aspetto più pesante e impegnativo del carattere delle persone e così stiamo imparando a conoscerci realmente e ad accoglierci per quello siamo, con i difetti e i pregi”.
Gabriele: “Sono colpito dalla bellezza della natura. Pedalando ho come la sensazione che anche il creato accompagni questa nostra esperienza. E’ come se ci muovessimo dentro un’immensa e bellissima cattedrale”.
Giovanni: “Oltre che dall’amicizia degli altri del gruppo, sto ricevendo tantissimo anche da coloro che ci ospitano ogni giorno, anche se li incontro per poche ore”.
Secondo don Sergio i frutti più maturi di questa intensa avventura si vedranno più avanti. “Mi ha colpito la fiducia e la disponibilità con cui hanno accettato la proposta e la stanno vivendo. All’inizio erano un poco preoccupati, sembrava un’impresa al di sopra delle loro possibilità. Ma insieme, grazie alla forza del gruppo, ce la stanno facendo, e bene. Durante l’anno li aiuterò ad elaborare questa esperienza che sicuramente racconteranno anche agli altri, testimoniando i valori che ne sono alla base”.
Le difficoltà non mancano anche a livello spirituale: “A dire il vero a casa si prega meglio rispetto a quanto stiamo facendo in questi giorni, perché si è riposati e ci sono tutte le condizioni ideali. Ma in questa esperienza la preghiera è il filo conduttore delle giornate, entra realmente e profondamente nelle giornate, trasformandole. Come sempre dovrebbe essere quando si prega realmente”.

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