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Redazione Diocesi

Alle 8 del mattino del 17 maggio, nella basilica patriarcale di San Paolo fuori le mura, il cardinale Tettamanzi ha celebrato la messa votiva di Santa Gianna, la prima ambrosiana sugli altari dai tempi di san Carlo.
All’omelia (vedi pp. 4-5) si è soffermato in particolare sui tre pellegrinaggi in sette mesi, perché Padre Monti, mons. Talamoni e Gianna «hanno reso singolare l’anno pastorale della nostra Chiesa ambrosiana e lo hanno colmato di grazia», sull’importanza della vocazione (« Preghiamo perché i nostri ragazzi possano avertire e comprendere che Dio li chiama, possano accogliere la vocazione e vivere come dei “chiamati”», vivere cioè sapendo che sia il matrimonio che il sacerdozio sono entrambi « una vocazione alla santità»), sulla spiritualità di Gianna, che «ci chiede di essere testimoni autentici, coraggiosi e gioiosi del Signore» e ci «ricorda il primato di Dio e l’importanza della preghiera, che sola può rendere fecondo il nostro impegno pastorale e il nostro slancio missionario, che sola può ottenere al mondo la vera pace».

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