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Redazione Diocesi

Testimonianza di padre Traian Valdman,
Chiesa Ortodossa Rumena

Ogni giorno è una benedizione del Signore, ma con tutto ciò alcune giornate sono presto dimenticate, mentre altre vengono ritenute dalla memoria per sempre.
A quest’ultima categoria appartiene per me il giorno di venerdì 18 giugno 2004. Arrivati da Milano ci svegliamo in una citta in cui i raggi del sole accarezzano gli edifici di pietra bianca, tra i quali quelli religiosi mostrano che ci troviamo nell’angolo più spirituale del mondo.

In mattinata visitiamo Yad Vashem, complesso museale in memoria della Shoah, che impressiona con la sua essenzialità: bastano poche immagini per farti partecipe della grande catastrofe.
Il card. Dionigi Tettamanzi accende la fiamma assieme al Presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, Giochino Pistone, per non dimenticare che siamo stati nel posto diventato simbolo della memoria, il cui messaggio e chiaro: chi uccide un uomo uccide l’intera umanità. Verso mezzogiorno, un incontro eccezionale.

Siamo ricevuti nella Sala del Trono del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme, madre di tutte le chiese, da Sua Santità Ireneo, in carica da non molti anni ci dà il benvenuto esprimendo la gioia per la nostra visita ecumenica per la pace, augurandoci che tale pellegrinaggio sia fonte di nuovo slancio missionario. Ricorda una sua visita a Milano e la venerazione delle reliquie di Sant’Ambrogio.

Si sofferma poi sulla difficile situazione politica e ci invita a rivisitare questi luoghi santi e a pregare per chi vi abita.
Il card Tettamanzi spiega che siamo venuti in cammino ecumenico di pace, non per dare lezioni bensì per stare vicini, per intercedere, per manifestare insieme la speranza nella pace che ci può venire solo dall’alto.

Il Patriarca riceve con tutti gli onori i rappresentanti e i fedeli delle Chiese di Milano e con ciò manifesta la sua apertura all’ecumenismo, fattore necessario per una vera e duratura pace nel mondo.

Dopo l’incontro familiare con il card. Martini il quale ci spiega come egli stesso vive l’incontro con Israele e i suoi tanti problemi odierni , facciamo un altra esperienza inedita: andiamo al Muro del Pianto. Si entra nello Shabbat e numerosi ebrei praticanti vengono per la preghiera.

L’area è diventa sacra. Si sente la presenza di Dio: un’esperienza unica.
Una breve visita alla tomba di Gesu Cristo nella chiesa della risurrezione ci fa provare sentimenti indescrivibili.
Siamo contenti che abbiamo camminato sulle orme del Signore, che abbiamo potuto, noi indegni, arrivare a pregare sul posto più sacro dei cristiani. Con questi pensieri nei cuori ritorniamo all’albergo tra negozietti arabi, bimbi che giocano, ebrei che vanno e vengono dalla preghiera.

Una giornata indimenticabile in una città veramente unica, in cui ogni cristiano dovrebbe venire almeno una volta nella sua vita.

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