È la quota messa a disposizione dalla parrocchia grazie ai risparmi consentiti dal lavoro dei tanti giovani, adulti e anziani impegnati nelle numerose attività della comunità

di Carlo ROSSI

Quarantamila euro. È la cifra che la parrocchia San Martino di Cusano Milanino ha scelto di devolvere al Fondo Famiglia-Lavoro. Non si tratta di denaro raccolto tra i fedeli, ma di una quota messa a disposizione dalla parrocchia grazie ai risparmi consentiti dal lavoro dei tanti giovani, adulti e anziani impegnati nelle numerose attività della comunità.
«Questa somma – spiegano da Cusano – è frutto del gruppo di volontari che si è costituito circa 9 anni fa, sostituendo il lavoro adeguatamente retribuito (stipendio e contribuiti) del sacrestano. Il prezioso servizio dei nostri volontari ha permesso in questi anni un notevole risparmio che ora potrà andare a beneficio di chi è nella necessità». Il gruppo è composto da circa 150 persone che «generosamente prestano la loro opera in parrocchia, in santuario e in oratorio». Un servizio doppio: nell’ottica del Fondo famiglia lavoro diventa anche sostegno per chi si trova nel bisogno a causa della perdita del lavoro per colpa della crisi economica che ha colpito i mercati mondiali.
A Cusano hanno colto lo spirito del Fondo: uno strumento educativo, oltre che solidale. «A breve – spiegano – organizzeremo un incontro dibattito per riflettere sulle cause che hanno generato la crisi attuale e verificare quale recupero o riscoperta di valori è necessaria per una crescita in umanità e solidarietà. Crediamo – aggiungono – che la soluzione vada cercata a livello etico e non solo teorico». Come ha scritto anche il c ardinale Tettamanzi: «C’è uno stile di vita costruito dal consumismo che tutti siamo invitati a cambiare per tornare a una santa sobrietà, segno di giustizia prima ancora che di virtù. C’è una solidarietà umana da ritrovare nei nostri paesi e nelle nostre città per uscire dall’anonimato e dall’isolamento, perché chi vive momenti di difficoltà non si senta abbandonato».
L’obiettivo della parrocchia San Martino è di creare «una rete di solidarietà capace di rilevare le situazioni di emergenza e di precarietà presenti nel territorio». Per questo motivo, parallelamente all’elargizione del denaro, si avvierà un’analisi della situazione sociale della città, spiegano i responsabili: «Poiché i contributi elargiti non saranno a pioggia, né di tipo assistenzialistico, è necessario monitorare il nostro territorio per una conoscenza sapiente e oculata dei bisogni e per un intervento “a destinazione mirata”». Uno sforzo che frutta se è condiviso e che dunque è scaturito in un appello pubblico: «Chiediamo a tutti, comunità civile e comunità ecclesiale, di segnalare famiglie o persone che si trovano in situazioni di bisogno causate da perdita di lavoro o da precarietà lavorativa e che non godono di ammortizzatori sociali o altre provvidenze pubbliche».

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