Don Norberto Donghi, responsabile della Comunità pastorale, illustra la proposta ideata per sostenere quelle famiglie che il Fondo non poteva aiutare

di Luisa BOVE

famiglia- lavoro

Come tante parrocchie e Comunità pastorali, anche quella di Giussano aveva presentato tempo fa una ventina di domande al Fondo Famiglia-Lavoro per aiutare chi stava attraversando un periodo di difficoltà economica. Le richieste erano di 2, 3 o 4 mesi, in base alle necessità dei diversi nuclei familiari. Le domande accolte, spiega don Norberto Donghi, responsabile della Comunità pastorale, sono state solo 10, perché il Fondo dell’Arcivescovo non basta per tutti.
Ma a Giussano non si sono scoraggiati. Anzi. L’annuncio del cardinale Tettamanzi nel Natale 2008 è stato considerato un «gesto profetico da rilanciare poi alle parrocchie». Così, dopo aver interpellato il Consiglio pastorale, quello per gli affari economici e la Caritas «ci è venuta l’idea di avviare un’iniziativa per rispondere all’invito dell’Arcivescovo». «È bastato fare un annuncio in chiesa in autunno dicendo che ci piaceva continuare a seguire le famiglie che il Cardinale aveva iniziato ad aiutare e quelle che avevano inviato le loro domande e alle quali il Fondo non poteva dare risposta…». Naturalmente ognuno avrebbe versato secondo le proprie possibilità: 10, 50 o 100 euro… Unica condizione richiesta: «Rimanere fedeli all’impegno fino a Pasqua per poter aiutare le persone in difficoltà».
I risultati non sono mancati: finora sono stati raccolti quasi 25 mila euro. A gestire ogni cosa è la stessa commissione che in città aveva collaborato per segnalare le domande al Fondo Famiglia-Lavoro. «Attraverso la Caritas e le Acli, quindi, continuiamo a seguire queste e altre famiglie – spiega il sacerdote -. Più che altro il Fondo ci serve per pagare le bollette, le spese di condominio e per aiutare con piccole cifre (300 o 400 euro) le famiglie più bisognose che hanno bambini». «Il nostro è un fondo complementare, un’integrazione a quello della Diocesi – continua don Norberto -, il Cardinale ha fatto la sua parte e ora tocca a noi. Se i parrocchiani resistono fino a Pasqua (come credo), rilanceremo l’iniziativa fino alla fine dell’anno».
«La nostra Caritas a Giussano sta seguendo attualmente 70 famiglie, di cui il 60% straniere», spiega il responsabile della Comunità pastorale. «Non a tutte diamo soldi, alcune le aiutiamo solo con il pacco alimentare, ad altre paghiamo le bollette e a qualcuna consegniamo anche una somma tutti i mesi». «Il Comune di Giussano settimana scorsa ci ha dato 5 mila euro e oggi ho ricevuto un assegno di 2.500 euro da parte della comunità degli Alpini. Questo è molto bello, perché vuol dire che anche le altre realtà associative, amministrative e istituzionali della città stanno rispondendo». Il lavoro è svolto in collaborazione con i servizi del territorio, «perché dopo che gli assistenti sociali hanno fatto tutto il loro dovere, c’è ancora spazio per la solidarietà».

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