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Redazione Diocesi

Quando, alle 11.20 del 21 giugno 1963, dal piccolo tubo sporgente dalla Cappella Sistina, una fumata bianca, lunga, insistente, diede al mondo l’annuncio che era stato elette il successere di Giovanni XXIII, i varesini si accalcarono davanti ai televisori dei locali pubblici per conoscere il nome del nuovo pontefice.
Poi, quando, alle 12.14, dalla loggia esterna di San Pietro il cardinale protodiacono pronunciò l’atteso ‘Habemus papam’ e scandì il nome di Giovanni Battista Montini, l’entusiasmo fu straordinario e di esso si fecero interpreti le campane di San Vittore e di tutte le chiese del Varesotto con uno scampanio che diffuse in tutta la provincia la lieta notizia.

Ecco come il "Luce" raccontò le reazioni in città. Alla sera, in Basilica, si intonò un solenne "Te Deum " di ringraziamento mentre già in giornata le autorità religiose e civili avevano inviato in Vaticano telegrammi di felicitazioni. L’ex prevosto mons. Francesco Rossi, da poche settimane vescovo di Tortona, il nuovo prevosto, mons.

Enrico Manfredini, il presidente parrocchialle Pasquale Monti, nello scritto, invocavano "santificazione vita cristiana propiziatrice benedizione apostolica particolarmente per ammalati et infermi ed carcerati". Fausto Franchi, presidente dell’Amministrazione provinciale, esprimeva "esultanza" e manifestava "sentimenti filiale devozione". La Giunta municipale del capoluogo esprimeva "fervidi voti augurali".
Il nostro giornale dedicò ampio spazio all’avvenimento ricordando le numerose visite di Montini a Varese, tra cui un indimenticabile incontro con la redazione e il personale della tipografia. Anche i numeri successivi del "Luce" ospitarono vari commenti all’elezione del nuovo Pontefice. Domenica 30 gigno si svolse la solenne cerimonia dell’incoronazione del papa, che aveva assunto il nome di Paolo VI. Vi parteciparoAo diversi varesini,in particolare i dirigenti delle diverse associazioni di ispirazioAe cattolica operanti in città.
A guidare la delega era don Arnaldo Bertolotti, assistente dell’oratorio di San Vittore. Ed è significativa questa scelta perchè una delle ultime visite cempiute da Montini a Varese fu proprio in occasione dell’inaugurazione del nuovo oratorio di via San Francesco. L’arcivescovo di Milano – leggiamo sul "Luce" di allora – si era rivolto ai giovani per manifestare sentimenti che a lui stavano particolarmente a cuore: "La Chiesa ha fiducia in voi perchè vi vuol bene ed è una madre e maestra sapiente. E voi giovani abbiate fiducia nella Chiesa, abbiate fiducia in ciò che vi insegna, abbiate fiducia nei suoi sistemi. Non crediate che mortifichi i vostri ideali, la vostra libera espansione, la vostra ansia di vita e di avvenire".
Quello stesso giorno, ritornando verso Milano, il cardinale si fermò in viale Borri per visitare la chiesa di San Carlo da lui fortemente voluta. Volle rendersi conto delle attrezzatture, incontrò il giovane parroco, don Gianni Brambilla, e sostò anche con un gruppetto di ragazzi ai quali chiese della loro vita e delle loro prospettive. Montini aveva davvero un occhio particolare per la gioventù! A Varese l’arcivescovo ritornò il 26 maggio 1963 per consacrare vescovo il prevosto mons. Rossi. Fu l’ultima sua visita a quella città che – come scrisse il suo segretario particolare mons.Pasquale Macchi – era entrata nel sue cuore e per la quale provò sempre un grande affetto.
Fulvio F.Monti

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