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Dichiarazione

Il Papa: «Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre»

In volo verso Algeri, prima tappa del viaggio apostolico in Africa, ai circa 70 giornalisti al seguito Leone XIV parla delle critiche a lui indirizzate da Trump: «Non voglio entrare in un dibattito. Il mio messaggio è il Vangelo e continuo a parlare forte contro la guerra»

di Salvatore CERNUZIO

13 Aprile 2026
Papa Leone XIV saluta i giornalisti durante il volo verso Algeri (Vatican Media)

da Vatican News

«Buongiorno a tutti, welcome aboard!». Si mostra sereno e chiaramente entusiasta, Leone XIV, di questo terzo viaggio apostolico internazionale in Africa al via oggi, 13 aprile. Un lungo tour che vedrà il Papa statunitense pellegrino fino al prossimo giovedì 23 in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Luoghi in cui come dice porterà «il messaggio della Chiesa, il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace».

Perché questo è il ruolo del Papa: non quello di «un politico», afferma Leone ai circa 70 giornalisti che lo seguono nella trasferta e che, dopo un’ora dal decollo, saluta uno ad uno durante il volo verso Algeri. Una consuetudine di tutti i viaggi apostolici, occasione per scambi di regali e oggi anche per commentare – su sollecito degli stessi giornalisti – le pesanti dichiarazioni contro di lui da parte del presidente statunitense Donald Trump sul social Truth.

Parlare forte contro la guerra

«Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui – ha osservato il Pontefice, in riferimento al presidente -. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore».

Il messaggio che il Vescovo di Roma ci tiene a reiterare è perciò «sempre lo stesso: la pace. Lo dico per tutti i leader del mondo, non solo lui: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione».

Costruttori di pace

A una giornalista statunitense, che faceva la stessa domanda, il Papa ribadisce: «Io non ho paura dell’amministrazione di Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora. Noi non siamo politici – ripete Leone – non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva. Ma crediamo nel messaggio del Vangelo come costruttori di pace».

Viaggio speciale

E proprio costruire pace è l’obiettivo di fondo del viaggio in Africa. Viaggio che, spiega lo stesso Leone XIV al microfono, «doveva essere il primo viaggio del pontificato. Già l’anno scorso, nel mese di maggio, avevo detto il primo viaggio vorrei farlo in Africa. Altri subito hanno suggerito Algeria per Sant’Agostino», aggiunge, dicendosi «molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino che offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso».

L’opportunità di visitare i luoghi della vita del Vescovo di Ippona, oggi Annaba, è dunque, secondo papa Leone, «una benedizione anche per me personalmente e anche per la Chiesa e per il mondo. Perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione». In quest’ottica, il viaggio apostolico «rappresenta davvero un’opportunità importantissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, che vogliamo promuovere la pace e la riconciliazione e il rispetto e la considerazione per tutti i popoli».

 

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