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Riflessione

Il Simbolo della fede per ispirare la scelta dei giovani

La Traditio Symboli come momento per accogliere la vita in abbondanza, sull’esempio dei catecumeni: così la presenta don Marco Fusi, responsabile del Servizio diocesano. Prima della Veglia, con «La via della Bellezza» sarà possibile visitare le Basiliche di San Lorenzo Maggiore e di Santa Maria della Passione

di Letizia GUALDONI

23 Marzo 2026
Traditio Symboli 2025

Attraversare una porta non è soltanto un gesto quotidiano, ma un passaggio simbolico che invita a uscire da se stessi per aprirsi al mondo e alle ferite del nostro tempo. È questo il significato profondo della Veglia in Traditione Symboli, momento centrale per i giovani ambrosiani, che si rinnova anche quest’anno sabato 28 marzo.  

«I giovani saranno provocati dalla presenza dei catecumeni – spiega don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università -, e potranno così riscoprire che solo attraverso Gesù, nell’amicizia con lui, è possibile accogliere la vita in abbondanza». Un invito a lasciarsi interrogare da chi ha scelto consapevolmente la fede.

Un passaggio decisivo

Il gesto della consegna del Simbolo apostolico, compiuto dall’Arcivescovo prima ai catecumeni e poi a tutti i giovani presenti, rappresenta un passaggio decisivo. «Con la scelta della fede tutto ciò che fa parte dell’esistenza viene illuminato e si può vivere a pieno – sottolinea don Marco -. “Il coraggio di scegliere viene dall’amore”, aveva detto papa Leone XIV a Tor Vergata, al Giubileo dei Giovani: le scelte più autentiche e coraggiose, in una prospettiva di vocazione, nascono dall’amore che abbiamo ricevuto e che si è rivelato in Gesù Cristo».

Chiamati ad affidarsi

Il tema della Veglia richiama l’immagine evangelica di Gesù come porta: attraversarla significa sperimentare la vita in pienezza. In una cultura segnata da molte “porte” e possibilità, la fede si presenta come una scelta libera e consapevole, capace di orientare l’esistenza verso il meglio di sé.

Non manca uno sguardo al presente, segnato da incertezze globali che toccano in particolare le nuove generazioni. Dice ancora Fusi: «L’invito a spalancare le porte a Cristo e a non avere paura, oggi è quanto mai attuale: i giovani sono chiamati a scegliere in un tempo in cui gli orizzonti appaiono annebbiati, ma questa paura e incertezza si scioglie nell’affidamento, intuendo che c’è una bellezza nel diventare adulti e nell’essere credenti».

Nel pomeriggio di sabato 28 marzo (dalle 15.30 alle 17.30), prima della Veglia sarà possibile riscoprire la fede attraverso l’arte, accompagnati ad ammirare con i giovani de «La via della Bellezza» la Basilica di San Lorenzo Maggiore e la Basilica di Santa Maria della Passione (per info e prenotazioni: giovani@diocesi.milano.it). Un’occasione per attraversare nuove porte, interiori e spirituali, e ritrovare il senso del proprio cammino.