L’Arcivescovo: «La nostra preghiera raggiunga i palazzi del potere, là dove si decide la guerra»
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«Ci sentiamo impotenti perché non vediamo segni di pace, ma pregare non significa delegare al Signore perché ci pensi lui… Digiuno e penitenza devono essere un percorso di conversione, una solidarietà concreta»
