La comunità religiosa delle Sorelle Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria vive in questi giorni una svolta significativa. A segnare il momento sarà l’inaugurazione e la benedizione della loro nuova casa presso il Centro Mamma Rita di Monza (via Lario 45), mercoledì 11 febbraio alle 18.30, a cui parteciperà l’arcivescovo Mario Delpini.
Nei prossimi giorni, nelle camere con bagno appena ristrutturate, arriveranno anche le altre Sorelle, che attualmente vivono a Traona, Loano e Mozzate, per riunirsi in un’unica fraternità a Monza. «Saremo in tutto 16, perché una è ricoverata in Rsa -spiega suor Tiziana, la religiosa più giovane, ultima entrata in comunità -. Nonostante l’età avanzata delle Sorelle, si riparte con un nuovo programma di vita che stiamo mettendo in atto accompagnate dal buon Dio».
Qui è il cuore pulsante
«Quando l’Arcivescovo, attraverso il Vicario per la vita consacrata, ci ha chiesto dove volevamo ritrovarci insieme, nonostante Mozzate fosse la nostra casa di formazione, noviziato e centro spirituale, abbiamo pensato che il nostro carisma ci vede testimoni della carità verso i piccoli. E dato che ancora oggi il cuore pulsante dell’opera è qui, al Centro Mamma Rita, abbiamo preferito scegliere Monza, dove ci sono le comunità educative, le mamme con i bambini». È vero che ora solo due Sorelle sono coinvolte direttamente a livello educativo, ma anche le più anziane possono dare un aiuto.
«Quest’opera, creata da Rita Tonoli (da qui il nome del Centro, ndr), ci è stata affidata dalla Diocesi nel lontano 1953, ai tempi dell’arcivescovo Montini – racconta suor Tiziana -. L’istituto religioso Minime Oblate nasce dopo, con le prime sette Sorelle che sono state chiamate a reggere e gestire questa piccola opera. Solo il buon Dio sa se siamo arrivate al capitolo finale, ma siamo certe che comunque l’opera continuerà perché è di Dio e non può finire, i bisogni si vedono».
La comunità, che ora sta vivendo «un passaggio storico di rinnovamento», è stata aiutata nel cammino che ha portato le religiose, secondo l’indicazione dell’Arcivescovo, «a creare questa nuova fraternità, pur di Sorelle anziane, ma ancora operose e capaci di gestire il Centro Mamma Rita».

I servizi
Da sempre si chiama “piccola opera”, ma tanto piccola non sembra, dato che comprende quattro comunità (per un totale di una trentina di persone) tra i nuclei mamma-bambino e i minori (maschi e femmine), cui si aggiunge una comunità sperimentale del progetto Sai (Sistema accoglienza integrazione) per accogliere profughi che arrivano attraverso la Prefettura.
Sempre a Monza, presso Villa Eva, è attivo da due anni un centro diurno rivolto ai ragazzi segnalati dai Servizi sociali del territorio, che ora vede la collaborazione del Cof (Centro orientamento famiglia) già presente nelle scuole con percorsi di formazione. Il centro è frequentato nel pomeriggio da una trentina di bambini della primaria e secondaria di primo grado che vengono seguiti nei compiti, nei laboratori e in altre attività ricreative.
«Inoltre abbiamo adibito alcuni appartamenti, che erano vuoti, a stanze che possano essere usufruite da giovani lavoratori e insegnanti provenienti dal sud per lavorare», spiega suor Tiziana. È un servizio impegnativo, anche perché si tratta di una trentina di ospiti.
Sempre alla sequela di Dio
Il Centro Mamma Rita, nato oltre 60 anni fa, è sempre pronto a raccogliere nuove sfide per rispondere alle esigenze più varie. «Ora stiamo avviando un progetto con gli “Amici di Lollo” e la “Associazione Marta Roncoroni” di genitori che hanno perso i loro figli – conclude suor Tiziana – e che ci hanno chiesto la disponibilità di camere per accogliere i parenti di ammalati che vengono a curarsi e soggiornare in un ambiente tranquillo».
Oltre a qualche religiosa sono una quarantina gli operatori, soprattutto educatori, impegnati nelle comunità, nel centro diurno e in tutti i contesti educativi. «Ci sono Sorelle di 88, 85, 82 e 79 anni che mi hanno dato una testimonianza di obbedienza davvero importante. Il Signore ci chiama ancora una volta: abbiamo risposto tutte sì e andiamo dietro a Lui».



