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Intervista

Famiglia: legami che tengono, vita che cresce

Nella giornata in cui la Chiesa celebra la sua festa, parla don Gianluigi Frova, da pochi mesi corresponsabile del Servizio diocesano: «La sua testimonianza si vede nello svilupparsi quotidiano, lungo il tempo»

di Stefania CECCHETTI

25 Gennaio 2026

«Dal cuore della famiglia il respiro della Chiesa». È questo il titolo scelto dalla Diocesi per la Festa della Famiglia, che si celebra oggi in tutte le parrocchie. Un titolo che racchiude il senso profondo di un appuntamento che non è solo celebrativo, ma pastorale. A spiegarlo è don Gianluigi Frova responsabile del Servizio diocesano insieme ai coniugi Zambon: «Abbiamo preso spunto dalle parole dell’Arcivescovo, quando parla della famiglia come luogo dove si impara la sinodalità, perché è proprio nella famiglia che si apprendono le relazioni».

La famiglia, dunque, come prima scuola di comunione e come spazio concreto in cui la Chiesa prende forma: «Tutto questo si vive nella relazione con la vita: con la vita nascente, con la vita fragile, con la vita in tutte le sue fasi». Da qui il legame che la Diocesi sottolinea tra la Festa della famiglia e la 48esima Giornata per la vita, che si celebra domenica 1° febbraio.

Alcuni strumenti pastorali sono disponibili a questa pagina: accanto al sussidio Dal cuore della famiglia il respiro della Chiesa, pensato per accompagnare la vita quotidiana delle coppie e dei nuclei familiari, trova spazio una raccolta di nove preghiere dedicate a situazioni reali e spesso segnate dalla fragilità. «Volevamo evitare il rischio di dare l’idea che la famiglia sia solo quella felice, che in realtà non esiste da nessuna parte – sottolinea don Frova -. La felicità è sempre accompagnata da preoccupazioni, fatiche, sofferenze».

Le preghiere intercettano molte delle ferite che attraversano oggi le famiglie: la preoccupazione economica e il timore di perdere il lavoro, la malattia, l’assenza di figli, le crisi di coppia, la separazione, il lutto «quando quella sedia in cucina rimane vuota anche se sono passati anni», fino allo sguardo rivolto alle famiglie che vivono la guerra e l’angoscia per la sopravvivenza. «Sono preghiere da scaricare, ognuno trova quella che corrisponde alla propria situazione e la può vivere in casa o personalmente davanti al Signore». Ma il messaggio va oltre l’uso “pratico”: «Quello che conta è il segnale che vogliamo mandare: quando si parla di famiglia, la Chiesa deve venire incontro anche a queste situazioni».

Anche il libretto, pensato come lettura domestica e non come sussidio liturgico, segue la stessa linea di concretezza. Raccoglie esperienze e testimonianze legate alla relazione: la tavola condivisa, il pellegrinaggio come cammino di famiglia, l’inserimento nella comunità cristiana, l’affido e l’adozione, il ruolo dei nonni, fino alla fatica del perdono quando una separazione ha ferito i legami. «È il tentativo di dire una Chiesa vicina al quotidiano delle famiglie, una Chiesa che vuole tendere la mano, accogliere, consolare, rilanciare».

Il legame con la Giornata per la vita nasce naturalmente da questa impostazione. «Non sembrano due richiami separati – osserva don Frova -. È un unico grande tema: la vita della coppia e la vita in tutte le sue forme». Per questo la Diocesi ha scelto di non aggiungere iniziative specifiche, valorizzando il messaggio dei Vescovi e il lavoro dei Centri di aiuto alla vita, senza sovrapposizioni.

In un contesto culturale che rende oggi la famiglia particolarmente esposta e fragile, la Chiesa continua a sostenerla: «Riteniamo che la famiglia abbia al suo interno ricchezze preziose, che si sviluppano nel quotidiano: la differenza uomo-donna, la generazione della vita, la capacità di rimanere fedeli nel tempo». Una fedeltà che può apparire come un vincolo, ma che «custodisce un valore e lo fa scoprire giorno per giorno». La testimonianza della famiglia, del resto, non è mai spettacolare. «Non colpisce nell’immediato – fa notare don Frova -. «La famiglia non è quella della testimonianza eccezionale durante una serata o un incontro, perlomeno non solo. La famiglia si vede nello svilupparsi quotidiano, lungo il tempo».

In questa prospettiva si inserisce anche il legame tra la Festa della famiglia e il Convegno per i vent’anni dello Sportello Anania per l’adozione e l’affido (leggi qui). La giornata, dedicata al tema del dialogo genitori-figli, è pensata per tutti, non solo per le famiglie adottive o affidatarie: «Vogliamo che l’esperienza delle famiglie che compiono quella scelta aiuti anche i genitori con figli biologici, soprattutto per quanto riguarda il tema scelto, che è centrale nell’educazione degli adolescenti».