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Iniziativa

Luino, un progetto condiviso per gli oratori del territorio

La proposta si articola su due anni e che coinvolge parrocchie, educatori e realtà locali, tra monti e lago, con uno sguardo attento ai giovani e al ruolo delle comunità

20 Gennaio 2026
L’oratorio estivo di Laveno Mombello (Varese)

Luino ha ospitato sabato 17 gennaio la presentazione del progetto «Più Oratorio tra monti e lago – luoghi di crescita e di relazione», un’iniziativa che nasce dalla collaborazione di alcune parrocchie del Decanato di Luino e che intende rafforzare il ruolo educativo degli oratori nel territorio tra il lago Maggiore e le valli circostanti.

Il progetto, promosso grazie alla partecipazione al bando «Porte Aperte» di Fondazione Cariplo e di Fondazione Comunitaria del Varesotto, avrà una durata di due anni e coinvolgerà le parrocchie di Castelveccana, Germignaga, Luino, Dumenza e Maccagno, insieme alle cooperative San Martino ed Eureka e a numerose realtà locali. L’obiettivo è strutturare e potenziare le proposte educative rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani, includendo anche coloro che non frequentano abitualmente l’oratorio, attraverso la presenza di educatori professionali e il contributo dei volontari.

Accanto alle attività dedicate ai ragazzi, il progetto prevede momenti di formazione per gli adulti delle comunità, nella consapevolezza che l’educazione è una responsabilità condivisa e non delegabile. Una scelta che intende rafforzare il legame tra oratorio, famiglie e territorio, valorizzando l’oratorio come luogo di relazione, crescita e accompagnamento.

Alla presentazione hanno partecipato, oltre al sindaco di Luino Enrico Bianchi, i sacerdoti del Decanato, rappresentanti delle Forze dell’ordine e il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello. Nel suo intervento, il Prefetto ha invitato a riconoscere la profondità della ricerca di senso che attraversa oggi il mondo giovanile, anche nel contesto varesotto. «I nostri giovani portano nel cuore domande grandi. A volte non sanno neppure come formularle, ma le sentono dentro. Sono domande di senso, e nessun ragazzo può crescere senza incontrare qualcuno che abbia il coraggio di prenderle sul serio», ha affermato.

Richiamando le responsabilità del mondo adulto, Pasquariello ha citato i risultati di un recente studio dell’Università di Bergamo, dal quale emerge come, accanto all’importanza attribuita al denaro da parte di molti adolescenti, vi sia una forte preoccupazione per la guerra e per la violenza, in particolare per il fenomeno dei femminicidi. Dati che sollecitano gli adulti a suscitare nei giovani domande autentiche sul senso della vita e su ciò per cui vale davvero la pena impegnarsi.

In questa prospettiva, l’oratorio è stato indicato come un luogo prezioso, segno di una comunità che si fa «educante» e che si assume direttamente la responsabilità della formazione e della cura dei propri giovani, senza delegarla ad altri. Al termine dell’incontro, il Prefetto ha voluto ringraziare i promotori dell’iniziativa «per questo “più” che seminate oggi», riconoscendo nel progetto un investimento significativo sul futuro delle nuove generazioni.