Perché la Pastorale Giovanile sia sempre più vocazionale occore darsi degli strumenti utili per "favorire la relazione tra la persona e il Signore, collaborando a rimuovere ciò che la ostacola" (Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, L’accompagnamento).


“Alla base del discernimento possiamo rintracciare tre convinzioni, ben radicate nell’esperienza di ogni essere umano riletta alla luce della fede e della tradizione cristiana.

La prima è che lo Spirito di Dio agisce nel cuore di ogni uomo e di ogni donna attraverso sentimenti e desideri che si legano a idee, immagini e progetti. La seconda convinzione è che il cuore umano, per via della propria fragilità e del peccato, si presenta normalmente diviso perché attratto da richiami diversi, o persino opposti. La terza convinzione è che comunque il percorso della vita impone di decidere, perché non si può rimanere all’infinito nell’indeterminazione. Occorre però darsi gli strumenti per riconoscere la chiamata del Signore alla gioia dell’amore e scegliere di darvi risposta.

Tra questi strumenti, la tradizione spirituale evidenzia l’importanza dell’accompagnamento personale. Si tratta di favorire la relazione tra la persona e il Signore, collaborando a rimuovere ciò che la ostacola. La guida spirituale rinvia la persona al Signore e prepara il terreno all’incontro con Lui (cfr. Gv 3,29-30).
Nell’impegno di accompagnamento delle giovani generazioni la Chiesa accoglie la sua chiamata a collaborare alla gioia dei giovani piuttosto che tentare di impadronirsi della loro fede (cfr. 2Cor 1,24)” (Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, L’accompagnamento).

All’accompagnamento personale, che ha a che fare direttamente con i cammini personali ed in particolare vocazionali, è necessario affiancare un “accompagnamento di ambiente” (che riguarda l’insieme della comunità ed è destinato a tutti) e un “accompagnamento di gruppo” (proprio di coloro che, camminando insieme, vivono un percorso formativo).

– ACCOMPAGNARE CON UN CAMMINO DI GRUPPO
Vengono qui raccolte quelle opportunità dove il giovane è accompagnato nel suo discernimento personale attraverso il cammino condiviso con altri.
In primo piano c’è il “gruppo”, con cui il giovane condivide questi momenti. Il discernimento personale non avviene, infatti, estraniandosi dalla realtà comunitaria a cui si appartiene. Per quanto sia a volte difficile avere a che fare con le spinte individualistiche o autoreferenziali dei singoli o dei gruppi, resta evidente l’importanza di allargare i confini oltre il proprio sé, anche quello del singolo gruppo, per poter vivere un discernimento personale reale. Non possiamo rinunciare alla gioia che si vive quando si abbattono i muri dell’individualismo.

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– ACCOMPAGNARE CON UN CAMMINO PERSONALE
Vengono qui raccolte quelle opportunità dove il giovane è accompagnato nel suo discernimento personale attraverso il coinvolgimento personale.
In primo piano non c’è la dimensione del gruppo, ma la libertà che è chiamata a imparare a scegliere; il discernimento è tale se ecclesiale, se vissuto senza isolarsi dalla comunità, e, contemporaneamente, il discernimento è tale se la libertà impara a scegliere. A volte la presenza di un giovane dentro la comunità non è frutto di una scelta, ma di una abitudine o di una comodità. Questo non significa che la sua presenza sia sbagliata. Al contrario, è il suo inizio, il suo punto di partenza e ri-partenza, sempre. Rimane però necessario aiutarlo a imparare a scegliere la comunità e la comunione che genera, perché possa conoscere di sé nella sequela del Vangelo, perché possa incontrare Gesù e giungere ad una relazione personale e gioiosa con Lui. Diversamente è come essere nel posto giusto senza saperlo.

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– ACCOMPAGNARE PER UN DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
Le varie forme di accompagnamento desiderano “favorire la relazione tra la persona e il Signore, collaborando a rimuovere ciò che la ostacola” (Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, L’accompagnamento).  Il discernimento vocazionale rimane, quindi, il punto focale della Pastorale Giovanile. Il Servizio per i Giovani e l’Università offre a tutti i giovani alcuni percorsi per vivere il discernimento vocazionale.

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– ACCOMPAGNARE L’EDUCATORE
“L’accompagnamento personale richiede di affinare continuamente la propria sensibilità alla voce dello Spirito e conduce a scoprire nelle peculiarità personali una risorsa e una ricchezza.

I brani evangelici che narrano l’incontro di Gesù con le persone del suo tempo mettono in luce alcuni elementi che ci aiutano a tracciare il profilo ideale di chi accompagna un giovane nel discernimento vocazionale: lo sguardo amorevole (la vocazione dei primi discepoli, cfr. Gv 1,35-51); la parola autorevole (l’insegnamento nella sinagoga di Cafarnao, cfr. Lc 4,32); la capacità di “farsi prossimo” (la parabola del buon samaritano, cfr. Lc 10,25-37); la scelta di “camminare accanto” (i discepoli di Emmaus, cfr. Lc 24,13-35); la testimonianza di autenticità, senza paura di andare contro i pregiudizi più diffusi (la lavanda dei piedi nell’ultima cena, cfr. Gv 13,1-20)” (Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, L’accompagnamento).

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