Presso l’oratorio di San Vittore a Missaglia l’incontro con sacerdoti, religiosi e fedeli laici dei due Decanati della Zona III. Presentiamo le due realtà

Don Maurizio Mottadelli

Giovedì 17 marzo la Visita pastorale del cardinale Angelo Scola toccherà i Decanati di Oggiono e Missaglia (Zona III, Lecco). L’incontro con sacerdoti, religiosi e fedeli laici è in programma alle 21 presso l’oratorio di San Vittore a Missaglia (via Roma 3). Presentiamo le due realtà.

Oggiono, i frutti di una vita spirituale vissuta in comune

«Il nostro Decanato è formato da sei Comunità pastorali: quella di San Giovanni Battista di Oggiono (di cui sono responsabile), quella di San Martino e San Benedetto a Molteno, la Comunità Maria Regina degli Apostoli a Barzago, quella di San Giovanni Paolo II a Dolzago, quella di Santa Maria di Monte Barro a Galbiate e infine quella della Madonna del Sasso a Colle Brianza», spiega don Maurizio Mottadelli, decano di Oggiono.

Come vi siete preparati alla Visita pastorale?
Abbiamo riunito i rappresentanti dei Consigli pastorali delle nostre Comunità e abbiamo realizzato una relazione sulla fisionomia del Decanato da presentare al Cardinale. Le nostre Comunità pastorali, pur nella fatica di un cammino nuovo (si sono costituite da poco) stanno apprezzando le iniziative belle e significative che hanno preso avvio: la gente, insomma, sta iniziando a cogliere i frutti della vita spirituale che nascono da esperienze vissute in comune. Tra queste, per esempio, la catechesi per i giovani e per le famiglie che, fatta insieme, diventa quantitativamente e qualitativamente migliore. In questo contesto anche i sacerdoti possono dedicarsi a una cosa in particolare assumendo ruoli specializzati e maturano competenze utili durante tutto il cammino.

I giovani frequentano assiduamente?
Abbiamo oratori attrezzati, tutti con una buona frequenza. Certo, come accade anche altrove, fino alla Cresima la partecipazione è molto buona, poi si avverte un calo. Per i preadolescenti e gli adolescenti abbiamo qui anche diverse iniziative vocazionali, come la Casa di Zaccheo e la Casa di Betania: sono percorsi molto validi, ma il gruppo di ragazzi coinvolti purtroppo è ristretto.

Per le famiglie ci sono percorsi ad hoc?
Per loro abbiamo molte iniziative. Il referente della pastorale familiare per la Zona di Lecco, infatti, risiede nel nostro Decanato e questo ci ha dato modo di programmare proposte molto incisive, che non si rivolgono solo alle famiglie sposate in chiesa e che frequentano normalmente, ma anche a coppie conviventi oppure sposate civilmente che desiderano seguire la Chiesa. I sacerdoti organizzano spesso mezze giornate di ritrovo oppure di preghiera, che aiutano anche le famiglie che si trovano in queste situazioni a sentirsi parte della stessa Chiesa madre e misericordiosa.

E per gli anziani?
Nelle nostre Comunità pastorali l’età media delle persone è molto alta: ci sono perfino alcuni centenari. Il Comune e gli assistenti sociali fanno un buon lavoro da un punto di vista istituzionale. Anche nelle parrocchie ci sono iniziative specifiche per queste fasce d’età e soprattutto sono molto presenti in tutte le realtà i ministri straordinari dell’Eucaristia che raggiungono in modo capillare gli ammalati.

La crisi economica si è sentita molto da voi?
Sì. Molte persone hanno perso il lavoro. Questa era una zona molto industrializzata e prima non c’erano problemi di questo tipo. Anche per i giovani oggi trovare un lavoro è diventato difficile. La Caritas svolge un ruolo fondamentale nel seguire centinaia di persone e di famiglie, straniere e italiane.

Immigrazione: a che punto siamo?
È presente in modo cospicuo. Nella scuola materna e in quella elementare in alcune classi arriviamo ad avere il 15, addirittura il 20% di ragazzi stranieri. Per ora non abbiamo nessuna conflittualità. L’immigrazione per noi rappresenta una sfida per il futuro, perché a Oggiono abbiamo anche una piccola moschea, con una presenza piuttosto forte di musulmani con cui è inevitabile confrontarsi. Per questo ci siamo posti il problema di come camminare insieme a loro e di come favorire la conoscenza reciproca e anche instaurare un dialogo fruttuoso.

Cristina Conti

Missaglia, molte attività e qualche criticità

L’antico Decanato di Missaglia guidato da don Giuseppe Scattolin, nella Brianza lecchese, conta quasi 44 mila abitanti e riunisce tre Comunità pastorali – Santissimo Nome di Maria (Barzanò, Cremella, Sirtori), Maria Regina di tutti i Santi (Casatenovo, Rogoredo, Galgiana, Valaperta, Campofiorenzo) e Maria SS. Regina dei Martiri (Missaglia, Maresso, Lomaniga) -, un’unità pastorale (Monticello Brianza, Cortenuova e Torrevilla) e due parrocchie (Viganò e Cassago Brianza). La vita consacrata è presente con le piccole comunità di tre Serve di Gesù Cristo a Campofiorenzo e di tre Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù a Cremella, e con le case di riposo delle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù a Casatenovo, delle suore del Preziosissimo Sangue a Villanova di Barzanò e delle Suore di Maria Ausiliatrice a Contra di Missaglia.

Accanto a don Scattolin, responsabile della Cp di Barzanò, e a don Antonio Bonacina, parroco di Casatenovo, il resto del presbiterio decanale è piuttosto anziano: oltre ai cinque sacerdoti giovani ci sono solamente tre under 75. Nonostante l’età avanzata di molti sacerdoti, però, l’attività pastorale e sociale è molto intensa. Molto attive sono le Caritas di Casatenovo, di Barzanò con Cassago e di Missaglia (tutte interparrocchiali con Centro d’ascolto). Inoltre in tutte le comunità ferve l’attività di vari gruppi parrocchiali. Un dato su tutti: le catechiste del Decanato sono ben 145. A livello decanale, poi, in novembre è stata proposta una grande conferenza rivolta alle famiglie, con particolare attenzione alla crescita dei figli.

Grazie ai Guanelliani è molto attivo il Centro socio educativo, che dal lunedì al venerdì accoglie 30 ragazzi provenienti da tutto il circondario. Il Centro diurno per disabili di Barzanò, fondato nel 1982, è invece gestito dalla Associazione Genitori e Amici degli handicappati. Su iniziativa del Decano e di alcuni insegnanti volontari è nata l’Open University pomeridiana, con più di 90 iscritti tra giovani, adulti e anziani. Molto attivo anche il catechismo, che va dai bambini della primaria fino agli adolescenti e ai giovani.

Quanto alla partecipazione alla Messa festiva, si registra un’affluenza alle celebrazioni di poco più di 13 mila persone, circa il 30% degli abitanti del Decanato. Tra le criticità sottolineate dal Decano, in primis quella che riguarda il distacco degli universitari dalla fede, oltre alla percezione dei sacramenti non più come doni di salvezza, ma come appuntamenti rituali di crescita sociale.

Marcello Villani

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