Collocata fra la memoria di Sant’Agnese e quella del Santo dei giovani, quest’anno si dilata ulteriormente di altre cinque giornate grazie alla presenza in Diocesi dell’Urna di quest’ultimo

di Mario PISCHETOLA

sussidio don Bosco

L’incontro del cardinale Scola con la comunità educante di Carate Brianza dà simbolicamente avvio alle iniziative della Settimana dell’educazione 2014. Tradizionalmente collocata fra la memoria della giovane martire Agnese (21 gennaio) e la memoria di San Giovanni Bosco (31 gennaio), quest’anno la lunga Settimana dell’educazione si dilata ulteriormente di altre «cinque giornate», grazie alla presenza nella nostra Diocesi dell’Urna di don Bosco. Come all’inizio, sarà ancora l’Arcivescovo a segnare il termine di questo denso itinerario di riflessione, confronto e preghiera, con la celebrazione eucaristica delle «comunità educanti» nella Basilica di Sant’Ambrogio, alle 21 di martedì 4 febbraio, ancora davanti alle reliquie insigni del Santo dei giovani. Prima della messa col Cardinale, l’Urna del padre e maestro della gioventù sarà accompagnata dagli educatori in una fiaccolata dal Duomo di Milano a Sant’Ambrogio (dalle 20) e, in seguito, partirà alla volta della Diocesi di Cremona, seconda tappa della Peregrinazione in Lombardia che durerà per tutto febbraio.

«Questo ideale prolungamento della Settimana dell’educazione, dovuto alla presenza unica di don Bosco – sottolinea don Samuele Marelli, responsabile del Servizio ragazzi, adolescenti e oratorio -, amplificherà certamente l’attenzione di molti sui temi dell’educazione e chiede a tutte le comunità di convogliare le iniziative dei prossimi giorni dentro un evento dal forte impatto spirituale». Ma non è il solo aspetto che richiamerà tutti ai temi dell’educare.

Nell’ambito della Settimana quest’anno vengono sostanzialmente inserite anche la Festa della Famiglia e la Giornata della vita, che metteranno al centro anch’esse l’educazione, secondo una prospettiva propria, elaborata sinergicamente dal Servizio per la Famiglia. «Le dinamiche educative sono sempre presenti nell’ambiente familiare e nelle scelte importanti della vita e per la vita – continua don Marelli -. Pensando alle “comunità educanti”, non possiamo non considerare l’apporto che tanti genitori offrono allo stile “comunionale” di certe realtà come l’oratorio e la parrocchia».

“Educare in spirito di famiglia” è il tema unitario che associa gli appuntamenti e le iniziative dei prossimi giorni, compreso un altro importante evento che è l’incontro dell’Arcivescovo con il mondo della scuola che si terrà mercoledì 22 gennaio nel Duomo di Milano, dalle 18.30 alle 20.30. «Lo “spirito di famiglia” è quello che don Bosco è riuscito a costruire nei suoi ambienti educativi – chiarisce don Marelli -, uno stile che mutuava l’esperienza della famiglia e la riproponeva non solo in oratorio ma anche nell’ambito della formazione professionale e nel mondo della scuola. Don Bosco credeva nel ruolo della paternità e della maternità, nella vita di fraternità e condivisione, nei reciproci affetti e nel dialogo fra le generazioni. Pensava che proprio queste dimensioni, arricchite dal vangelo e dalla vita sacramentale, fossero le condizioni per costruire una comunità che noi oggi stiamo riscoprendo come “comunità educante”».

Gli educatori degli oratori saranno chiamati a confrontarsi con questo stile proprio nella Settimana dell’educazione, grazie anche ad uno speciale libretto dal titolo Da mihi animas – educatori alla scuola di don Bosco (ed. In dialogo). 

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