«L’approccio è l’ecologia integrale che ci chiede il Papa nell’enciclica Laudato sì». Lo ha detto il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo ai volontari delle Caritas riuniti nel convegno diocesano a casa Cardinal Schuster che anticipa la Giornata della Caritas che si celebra nelle parrocchie domenica 8 novembre

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«Dentro Expo abbiamo potuto ammirare la stupefacente abbondanza della creazione e la varietà di prodotti che ci mette a disposizione, la diversità e la ricchezza delle culture, la potenza della intelligenza umana. Al tempo stesso Expo ci ha mostrato anche le differenze che non sono solo riconducibili alla varietà ma alla cattiva distribuzione delle risorse. In una società dove l’eccesso e lo sperpero dominano è necessario rivedere non un singolo aspetto, ma adottare nuovi comportamenti. E quell’approccio integrale che ci chiede il Papa nell’enciclica Laudato sì. Ed è su questa strada che continueremo il cammino che abbiamo intrapreso». Lo ha detto questa mattina il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo ai volontari delle Caritas riuniti a convegno a casa Cardinal Schuster a Milano.
A trarre un bilancio dell’impegno della Caritas nel semestre espositivo è stato il vicedirettore Luciano Gualzetti «La Chiesa e in particolare la Diocesi di Milano ha preso molto su serio l’Expo. Il Cardinale Scola ha affrontato il tema dell’esposizione in un libro “Cosa nutre la vita?”. Più di 300 incontri sono stati promossi nell’anno e mezzo che ha preceduto l’inaugurazione di Expo. Un centinaio di esperti e testimoni nazionali e internazionali hanno animato gli 11 convegni organizzati durante il semestre espositivo. Oltre 2mila persone hanno potuto conoscere il nostro punto di vista visitando il Padiglione della Santa Sede e l’Edicola. Nella mia esperienza ventennale di vicedirettore della Caritas ambrosiana non c’è mai stato un così intenso impegno formativo sui temi del rapporto eucarestia e carità, della fame, del diritto al cibo e all’acqua, della mondialità, della cooperazione internazionale», ha sottolineato Gualzetti.  
Ma non solo. Durante il semestre espositivo si sono moltiplicate iniziative concrete contro la povertà alimentare. Come l’avvio degli empori e di magazzini alimentari che integrano i centri di ascolto nella loro azione di accompagnamento per ridare dignità alle famiglie in difficoltà. «Un esempio particolarmente significativo è stato rappresentato dell’avvio del Refettorio Ambrosiano che partendo dal recupero delle eccedenze alimentari ha dato un segnale concreto sullo spreco inevitabile di Expo.  Esperienza che continua come risposta allo scandalo dello scarto di cibo e di vite fragili», ha ricordato il vicedirettore di Caritas Ambrosiana
Ma ora la sfida principale è quella continuare a essere pungolo per richiamare alle loro responsabilità i soggetti decisori, dai governi alle imprese, la società civile e i singoli cittadini. «Occorre mettere al centro il diritto all’alimentazione in modo integrato con tutti i diritti fondamentali (vita, salute, lavoro, istruzione,…). Condizione fondamentale per realizzare l’obiettivo della sconfitta della fame nel giro di una generazione (primo punto degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile varati dall’Assemblea Generale dell’ONU a fine settembre). Un traguardo possibile», ha sottolineato Gualzetti.
Padre Vittorio Francesco Viola, vescovo di Tortona, ospite del convegno, ha invitato a non perder di vista il punto di partenza da cui scaturisce l’impegno della Chiesa. «Il fatto originante da cui tutto è nato è il pane spezzato nell’Ultima Cena. E quel gesto che ci nutre – ha sottolineato padre Vittorio Viola -. Prima della Caritas, la Chiesa spezza il pane e spezzandolo fa esplodere la vitalità dell’amore di Do per noi. Noi cristiani non posiamo sottrarci a questa spinta in uscita verso il mondo come ci ricorda Papa Francesco».
 Il convegno anticipa la Giornata diocesana della Caritas che si celebra nelle parrocchie della diocesi di Milano domani domenica 8 novembre nella Solennità del Signore Gesù Cristo Re dell’universo.
 Sono circa 5mila i volontari impegnati nelle 800 Caritas parrocchiali e nei 300 centri di ascolto della Diocesi

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